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mercoledì 16 marzo 2022

Elevato Al Cubo Adjiumi

Credit by Claudia Umeton

"Il cioccolato è la materia di cui sono fatti i sogni. 
Sogni ricchi, neri, setosi e dolci che turbano i sensi e risvegliano le passioni"
(Judith Olney)


Elevato Al Cubo è la seconda fragranza celebrativa dei 16 anni del gruppo storico di Adjiumi: rappresenta una pralina di cioccolato fondente, interamente   ricoperta da un incarto d’oro, quest’ultimo è fra i metalli più preziosi al mondo simbolo di ricchezza e dell’elevata qualità della materia prima che si eleva al cubo.

Basti pensare  alla nuova sede a Milano della Fondazione Prada, frutto di un sostanziale recupero dell’ex distilleria Società Italiana Spiriti  messa a nuovo e inaugurata il 9 Maggio 2015, grazie ad un progetto dello studio OMA di Rotterdam seguito dall’architetto olandese Rem Koolhaas;[1] ciò che sicuramente balza agli occhi è l’alto edificio interamente ricoperto in foglia d’oro per trasformare ciò che prima appariva povero in ciò che ora appare ricco in un gioco di luci assorbite e riflesse in una rilucenza profonda e vibrante.

Elevato Al Cubo come il precedente Dolce Q.B affronta il tema gourmand-orientale sotto un’altra ottica: un profumo dotato di molteplici sfaccettature e caratterizzato da un’evoluzione assolutamente straordinaria poiché ogni volta che lo si indossa, come in un autentico gioco di magia, a prevalere sono sempre note diverse, a seconda delle stagioni, ma anche della pelle che lo abita.

L’infusione dei fiori di  sambuco, un elegante sciroppo di zucchero,  è stato voluto e scelto da Cristian Cavagna insieme al Maestro Arturetto Landi per donare un twist dirompente ad una Jungle Essence di miele amaro di corbezzolo ruvido e dolce al tempo stesso che  insieme alla Fava di Cacao di Sáo Tomè acquisisce caratteristiche sfumature tostate aromatizzate al caffè, con sentori di terra e note speziate, grazie all’utilizzo del vetiver bourbon e all’incenso che ben si amalgama alla polvere di cacao, al miele e alle delicate note di vaniglia.

 Proprio la fava di cacao al centro della composizione olfattiva, era considerata dall’antica civiltà Maya la bevanda degli Dei, utilizzata nelle cerimonie sacre in seguito apprezzata grazie all'apporto energetico, come   cibo afrodisiaco che più tardi per gli Atzechi divenne una valuta per pagare i tributi, ma anche le schiave, approdando in Europa solo con i conquistadores nel 1544 alla Corte di Spagna di Filippo II.

 Elevato al Cubo rappresenta il gruppo Adjiumi anche dal punto di vista delle molteplici personalità che formano la community di Cristian Cavagna ovvero un autentico melting pot olfattivo di 6.000 persone.


 La polvere di cioccolato insieme alla fondente menta romana opera un rimando ai preziosi After Eight degli anni ’70 gustati dopo cena solitamente con un sorso di Whisky o di Rum .   Le moderne tecniche di estrazione della materia prima come la Jungle Essence , insieme a procedure tradizionali quali la lenta macerazione garantiscono allo stesso tempo un utilizzo equo e solidale delle materie prime con la massima resa in termini olfattivi. 
La fragranza che fa gruppo si presenta in extrait  da 50ml  con una  proiezione e  persistenza elevate al cubo.


Piramide Olfattiva  di Elevato al Cubo

Note di Testa                                                                                                                      Menta Romana, Whisky, Rum

Note di Cuore                                                                                                                       Rosa, Fiori di Sambuco, Eliotropio

Note di Fondo                                                                                                                    Vaniglia Assoluta, Fave di Cacao (Sáo Tomè), Miele di Corbezzolo, Vetiver (Bourbon), Incenso


[1] https://www.lorenzotaccioli.it/fondazione-prada-milano-sede-mostre/

lunedì 22 novembre 2021

BOA MADRE di Cristian Cavagna Extrait 100ml

Per Cristian Cavagna @polina_illustration

 L’uovo, simbolo
della natura che si rinnova,
dell’ inizio di una vita.
Il Boa seduce,
si insinua,


con piume di struzzo.

Così la tuberosa,
Fiore bianco per eccellenza,
Che è il segno del mio stile.

Cristian





La mente di Cristian  Cavagna è un vulcano in eruzione, un fiume in piena in continuo fermento sia di giorno che nel cuore della notte, quando tutto è silenzio; egli è come avvolto  in uno stato di grazia  perenne e niente si sottrae alla sua attenzione nel momento in cui esplode la sua creatività: tutto è fonte d’ispirazione per arricchire e dare un senso alle sue creazioni olfattive che si animano di nuova vita portando alla luce odori mai sentiti,  partoriti grazie alla collaborazione di esimi professionisti  poiché Cristian è noto per non essere un viaggiatore solitario ma sceglie di accompagnarsi a menti brillanti per riuscire a realizzare un progetto, un vero e proprio capolavoro grazie alla supervisione di Arturetto Landi con la generosità e la cooperazione di tecnici esperti in materia, siano essi veterinari o allevatori di struzzi.

Credit by Claudia Umeton


lunedì 15 febbraio 2021

Musa Paradisiaca di Cristian Cavagna. La Tuberosa Secondo Me. II parte

 



“…….. Nonostante gli occhiali verdi, i cinque rimasero ugualmente abbagliati dallo splendore della Città di Smeraldo. Case e palazzi erano di marmo verde incrostato di smeraldi. Di marmo verde erano i marciapiedi e tra un lastrone e l’altro spuntavano altri smeraldi. Le finestre avevano vetri verdi e perfino il cielo e i raggi del sole erano dello stesso colore.”
“Il Meraviglioso Mago di Oz”, scritto da Frank L. Baum


14 febbraio 2021 Cristian Cavagna imprenditore bresciano appassionato e conoscitore di profumi dopo due anni di lavoro, presenta ufficialmente “Musa Paradisiaca”, la prima di sette fragranze dedicate alla tuberosa.

Gli inizi

Sette tuberose, poiché  come già accennato nella Preview , prendendo spunto dal libro di Gianfranco Ferrè La Camicia Bianca Secondo Me , ha capito che doveva dimostrare alle persone cosa intendesse per tuberosa rendendo giustizia al fiore bianco  per eccellenza come fosse una camicia, modellandola in diverse nuances senza volerla snaturare seppur liberandola da quelle  sovrastrutture che spesso la rendono troppo pesante. 

La Storia

Cristian  ha voluto infondere nella prima delle sue sette tuberose, la regalità, la classe,  l’eleganza  , ovvero quei principi  cardine posti a fondamento dell’Art Nouveau,  che lontano dalle regole accademiche,  dal 1890 diedero vita ad uno stile nuovo e moderno, coinvolgendo ogni ramo delle arti visive,  attraverso due comuni denominatori: la Natura intesa come purezza in chiave simbolica e onirica, stilizzando forme floreali e con la  celebrazione della Donna Moderna ed emancipata rappresentata su dipinti e stampe, raffinata e sensuale , dallo sguardo fiero. 

  Cristian venne colpito in modo particolare dai dettagli dei  manifesti di Alfonse Mucha, uno dei massimi esponenti dell’Art Nouveau che celebrava le forme morbide e sinuose delle donne  contornate da  elementi che attingevano al mondo della natura come la vegetazione, comprendendo immediatamente che la sua Musa doveva assorbire la  linfa vitale dai massimi esponenti dell’Art Nouveau per far sbocciare la sua tuberosa Verde, con una nuance di colori diversi: un verde cristallino e brillante come l'umore vitale che alimenta le piante stesse,  non poteva che essere il verde smeraldo, pietra preziosa che possiede un colore unico e trasparente.


Studiando l’Art Nouveau nelle arti applicate, Cristian è stato come folgorato  dalle Serre Reali e Monumentali di Laeken a Bruxelles con enormi cupole in ghisa ove  piante ornamentali rare e uniche, provenienti da ogni lato del mondo venivano protette dalla  sontuosa struttura in vetro e metallo verde che a  sua volta non solo tratteneva la luce ma si mimetizzava tra piante esotiche come palme e foglie di banano. Cristian ed il suo Maestro Arturetto Landi hanno trovato tutte le risposte nelle caratteristiche della foglia del banano che avrebbe  dato alla tuberosa una sfumatura di un verde, luminoso e trasparente,  determinante anche ai fini della denominazione della fragranza stessa:  Musa Paradisiaca che è il nome botanico del banano, sebbene oggi poco usato.   
  
Serre di Laeken

Musa, perché vuole essere un omaggio a tutte le donne, alcune delle quali in passato furono vere e proprie Muse  che ispirarono Alfonse Mucha con l’attrice  Sarah Bernhardt e Klimt  con Adele Bloch  Bauer, donne bellissime, paradisiache, irraggiungibili e ieratiche  che alimentarono la loro straordinaria arte.

Il Profumo

Il fine primario è stato quello di  plasmare una tuberosa il cui DNA si sarebbe ritrovato anche nelle successive, così come la guerlinade fu per Guerlain.

La creazione olfattiva è il risultato di un vero e proprio gioco di prestigio poiché attraverso tecniche innovative, Cristian ed il Maestro scoprirono contemperando gli equilibri tra assoluta di tuberosa, assoluta di vaniglia  e foglie di banano JE, che  diminuendo  l’assoluta di vaniglia  in eccesso, sarebbe aumentato il volume della tuberosa con note  verdi smeraldo in testa, riproducendo le geometrie delle sfaccettature  della pietra preziosa tipiche di un architetto della moda come Gianfranco Ferrè , conferendo alla Musa Paradisiaca un taglio sartoriale perfetto e utilizzando elementi provenienti dai diversi continenti, presenti nelle serre di Laeken, come: zenzero (Costa d’Avorio), sedano (Francia), balsamo di Abete,  prugna e caffè,  narciso (Francia),  Ylang-Ylang (Nosy Be) Iris, e Zagara,  Cacao, fave di Tonka (Brasile) ambra grigia, vetiver, sandalo, muschio bianco e zibetto creando un profumo floreale paradisiaco, sontuoso e regale. Le note olfattive presenti danno vita ad una tuberosa elegante, di classe, raffinatissima, mai peccaminosa o lasciva,  attraverso l’esaltazione  dei dettagli e  sfumature  , al fine di  rendere lo smeraldo sempre più abbagliante, quasi ad ornare le splendide donne di Alfonse Mucha. Cristian ha voluto riprodurre all’interno del suo giardino reale, con le materie prime provenienti da ogni parte del mondo la sua Serra rendendo anche il liquido giallo oro protagonista, traendo ispirazione dal periodo d’oro di Klimt e dall'arte orafa del tempo.   

Una delle caratteristiche dell’Art Nouveau è  la linea curva, quelle curve che ricordano i fianchi ed il seno delle Muse,  che hanno ispirato gli artisti del tempo, anche  se in realtà il fattore determinante è stato il fiore, la foglia ed il frutto di banano. La bottiglia del profumo vuole anche rappresentare le grandi cupole delle serre sotto  le quali si trovavano piante maestose come il banano che si confondevano con le strutture verdi in ferro delle impalcature della Serra di Laeken. Anche il tappo zigrinato, è un omaggio all’Art Nouveau che allo stesso tempo ricorda il fogliame ed i componenti del fiore di banano. Sul vetro una serigrafia su foglia d’oro con il nome di Musa Paradisiaca, un chiaro  riferimento a mio parere all’Albero della Vita di Klimt. Il flacone è l’abito di un profumo iconico, così come lo è il pack: bianco e oro con interno oro. 
                                                                    


Ogni tuberosa sarà illustrata da giovani artisti , a ribadire il concetto del contenitore   di piante ed ingredienti ma anche di illustratori provenienti da ogni parte del mondo, la prima è l’australiana  Rhea Ornias





Musa Paradisiaca 100ml Extrait de Parfum

Note di Testa:

 tuberosa (India) - Foglie di Banano (SPME*) -Sedano (Francia) -_Zenzero(Costa D'Avorio)

*Solid phase micro extraction


Note di Cuore

Tuberosa (India), Narciso (Francia) -Ylang-Ylang(Nosy Be)


Note di Fondo

tuberosa assoluta - vaniglia assoluta - cacao (Costa D'Avorio) - Fava TonKa (Brasile) - sandalo - zibetto



 



martedì 13 ottobre 2020

La Musa..... di Cristian Cavagna. La Tuberosa Secondo Me. Preview I parte

 

Serra di Laeken straordinario esempio di Art Nouveau 


Alla scoperta della tuberosa, vero e proprio paradigma del mio stile, voglio cercare di evidenziare gli elementi più innovativi e le infinite interpretazioni. Presenza costante che corre come un fil rouge lungo tutta la mia vita , la tuberosa è il segno del mio stile come la camicia per Ferrè (Cristian Cavagna)

Sono trascorsi ben più di due anni e oltre 50 tentativi, da quando Cristian, insieme al Suo Maestro e 
Mentore Arturetto Landi, ha messo mano (o meglio “naso”) a quella che doveva essere la sua unica e sola Tuberosa: la “Musa………..,,

Non costituisce mistero per nessuno la grande passione che Cristian ha nutrito in tutti questi anni per il fiore bianco dall’effluvio ipnotico di cui possiede una ben nutrita collezione a partire da Blonde di Versace (1995), Fragile di JPG di Francis Kurkdjian (1999), Chloè(1975), Fracas di Germaine Cellier(1948), Tubereuse Criminelle di Serge Lutens (1999), la preziosissima ed esclusiva tuberosa di Jar, Bolt of Lightning (2001), la Tuberosa di Roja Dove 2016, l’unico parfumeur ad utilizzare ancora la tecnica di estrazione dell’enfleurage per la tuberosa, e molte altre.

Compiendo  quella che al cinema viene  definita una ellissi temporale, ovvero un passo indietro nel tempo, nella vita di Cristian abbiamo modo di comprendere quanto immensa sia stata l’influenza dei grandi Stilisti nella sua formazione olfattiva, poiché pur essendo stato sempre un appassionato di profumi egli è stato in primo luogo un Fashion Addict collaborando  negli anni ’90 con l’agenzia di modelle frequentata dalle Super Top[1] che sfilavano per i grandi couturiers dell’epoca.

Parigi 1995, Grand Hotel Intercontinental:  Cristian in prima fila tra il pubblico era in trepidante attesa per la sfilata di Dior Haute Couture spring-summer 1996, interamente disegnata  dall’Architetto della Moda Gianfranco Ferrè[2]: il clima era decisamente febbrile, l’emozione palpabile ed ecco che in un crescendo di applausi scroscianti  ,dopo un ritardo imprecisato,  arrivare le Super Top, le Muse riconoscibili solo dalla camminata e dalle movenze sinuose,  che alte, ieratiche e irraggiungibili, un po’ come le donne di Alfonse Mucha, attraverso una esplosione di crinoline e tessuti fruscianti, interpretavano con la loro personalità vestiti unici in una sfilata che abbandonava di tanto in tanto la saggezza di un non colore per esplodere in un verde smeraldo ovvero  “la Musa…., nello stesso attimo in cui  risuonavano note e parole di Matthaus Passion di Johan Sebastian Bach[3]  mentre l’aria circostante si riempiva di profumi, quelli della miriade di fiori che  situati ad arte  costituivano la scenografia di quello che in quegli anni poteva essere definito un vero e proprio show. 

Dior Haute Couture Spring-Summer 1996

Fu così che Cristian  attraverso la sua indimenticabile esperienza capì che la sua tuberosa dovesse ispirarsi al verde brillante voluto da Gianfranco Ferrè nella sfilata di Dior con particolare riferimento all’Arte Floreale per eccellenza, ovvero all’Art Nouveau oggetto del suo studio in questi ultimi due anni. Più di cinquanta prove sono state necessarie per arrivare alla costruzione olfattiva della “Musa…. che ha visto Cristian elargirsi in un impegno costante e a tempo indeterminato.                                                                                       







Gianfranco Ferrè amante dei fiori bianchi sarà anche colui che darà ispirazione a Cristian, per proseguire la sua collezione di tuberose. Attraverso il volume-catalogo di Gianfranco Ferrè: La Camicia Bianca Secondo Me[4] che propone diverse modalità di analisi e di lettura della camicia bianca  definita da lui stesso "segno del suo stile", Cristian arriva alla conclusione di sposare un progetto assai ambizioso, ovvero che così come l’architetto della moda ha dimostrato a tutti i noi  che una camicia bianca può diventare una impalcatura, una scultura, un pezzo unico oppure un abito a seconda della stoffa utilizzata, sportivo ma estremamente elegante, Cristian ha capito che doveva mostrare alle persone che cosa intendesse per tuberosa rendendo giustizia al fiore bianco  per eccellenza come fosse una camicia, una scultura modellandola in diverse nuances  ed in diversi temi,rendendola straordinaria   con lo scopo precipuo di non snaturarla, salvaguardandone l'identità

 "La Tuberosa secondo me", composta da sette estratti, ovvero sette diverse interpretazioni della tuberosa , come sette sono le lettere di Adjiumi, chiara manifestazione della creatività di Cristian  rinvenendo la sua maggior fonte di ispirazione non solo nel libro ma anche nella grande mostra tenutasi a Milano  su Gianfranco Ferrè a Palazzo Reale nel 2015.


 

Continua...

Musa Paradisiaca di Cristian Cavagna II parte

[1] Naomi CampbellLinda Evangelista, Christy Turlington,  Claudia Schiffer, Eva Herzigova e Stephanie Seymour. Elle Mcpherson, Carla Bruni, Cindy Crawford, Karen Mulder,Nadja Auermann, Helena Christensen Yasmeen Ghauri, Nadege, Kristen Mcmenamy……..

[2] In questo caso Gianfranco Ferrè copriva gli abiti con teli bianchi fino all’ultimo momento, quindi tutto doveva rimanere segreto, e le modelle come fantasmi si aggiravano tra  corridoi e camerini.

[3] La Passione secondo Matteo è una composizione sacra di Johan Sebastian Bach. E’ la trasposizione musicale dei capitoli 26 e 27 del Vangelo secondo Matteo nella traduzione tedesca di Martin Lutero

[4] ll volume-catalogo edito da Skira con la direzione artistica di Luca Stoppini sono il risultato della collaborazione tra la Fondazione Museo del Tessuto di Prato e la Fondazione Gianfranco Ferré. Concepiti con l'intento di mettere in luce il talento creativo e la progettualità dello stilista,

venerdì 11 settembre 2020

DOLCE Q.B. per i 15 anni di ADJIUMI


" Ci sono profumi freschi come carni infantili,
dolci come oboi, verdi come praterie
e altri corrotti, ricchi trionfanti
che hanno l'espansione delle cose infinite,
come l'ambra, il muschio, il benzoino e l'incenso
che cantano gli abbandoni dello spirito e dei sensi"





Cristian Cavagna è ancora una volta il protagonista di una nuova intervista frutto di un dialogo  realizzato attraverso WhatsApp  (a testimonianza dei tempi che  cambiano), in occasione del lancio della sua prima fragranza che rappresenta una magnifica torta di compleanno creata per festeggiare i quindici anni del gruppo di Adjiumi primo in Italia , dedicandolo alla Sua grande famiglia che conta ormai più di 4500 membri.
 Q.B è il prodotto della sua “creatività, poiché tutto  ha una logica, un senso, che parte da una idea che anche se nata per caso, durante la composizione di “Musa”(la Sua prima Tuberosa), ha uno sviluppo quasi viscerale, poiché se Cristian  abbraccia un progetto, deve dargli un senso, deve seguire un pensiero che si dipana attraverso una meticolosa ricerca,  affinchè tutto abbia un significato anche  in riferimento ai più piccoli dettagli che agli occhi degli altri potrebbero risultare privi di importanza: il nome del profumo,sì come il liquido e la bottiglia devono andare a braccetto e  diventare un tutt’uno nell’ambito del progetto che sposa. 

Come nasce l’idea di Q.B
 Mentre Cristian   nel 2019 era in procinto di cercare ispirazione per costruire, arricchire e modificare la prima bozza di CMC, così si chiamava la tuberosa in passato, durante la stessa  estate  onde approfondire gli studi delle costruzioni  tipiche del periodo storico della Belle Epoque, dell’Art Nouveau e Art Decò si recò a Perpignan, nel Sud della Francia,  presso l’Hotel Pams costruito tra il 1852 e il 1872 da Pierre Bardou.  
      
Cristian Cavagna a Perpignan

Allorquando Cristian in questi luoghi  intrisi di magia di un’epoca ormai scomparsa , in un’ elegante atmosfera ovattata  durante una breve pausa si accinse  a sfogliare le pagine di Nanà di Emile Zola, ebbe quasi una folgorazione per le note olfattive che avrebbero caratterizzato  un profumo diverso dalla sua Musa, dedicato ad Adjiumi e precisamente nell’attimo in cui  Emile Zola nel 1880 scriveva che <<tutte le botteghe gli erano note, conosceva i singoli odori, nell’aria satura di gas: i robusti sentori del Cuoio di Russia, l’aroma di vaniglia proveniente dal sottosuolo di un laboratorio di cioccolateria gli effluvi muschiati che uscivano dalle porte aperte delle profumerie…..    L’uso smodato  che durante la Belle Epoque si faceva del Cuir De Russie lavorato con il catrame di betulla per acquisire morbidezza, resistenza ed impermeabilità, caratterizzato da un odore penetrante, insieme agli effluvi della vaniglia proveniente dalle cioccolaterie e ai sentori muschiati delle profumerie,  senza dimenticare il patchouli indossato da Nanà,  hanno fatto sì che Cristian fosse  profondamente ispirato  nel voler creare una fragranza che raccogliesse tulle le note citate sotto la guida del Maestro Arturetto Landi, componendo infine non una vaniglia qualsiasi, intesa come vanillina o come una torta, ma un baccello di vaniglia caduto e letteralmente sprofondato, affogato e ingoiato dal magma del catrame di betulla. 


Significato della fragranza
La fragranza  vuol rappresentare una torta che  si è bruciata perché rimasta troppo a lungo nel forno: è una metafora del tempo che fugge velocemente mentre noi adjiumini completamente assorbiti nel  rispondere o creare nuovi post, non sentiamo più telefonate, campanelli che squillano, oppure dimentichiamo la nostra torta nel forno incuranti del tempo che passiamo sul forum, sempre alla ricerca di fragranze nuove che nutrono il nostro immaginario, desiderosi di saperne sempre di più.
Il Flacone
La forma del cubo è una zolletta di zucchero servita per preparare la torta di Adjiumi, ma è anche una scatola ovvero un contenitore di scambi, di idee, di appassionati, ed è pure un dado per giocare.  Il suo colore è il bianco,  e appare come di ceramica, in realtà si tratta di vetro spruzzato di zucchero a velo porcellanato smaltato! La bottiglia creata con il logo di Adjiumi  insieme alla barra graduata  che è la stessa che troviamo in cucina su apposite brocche per preparare le torte vogliono essere un  tributo alla Pop Art anni ‘80 di Andy Warhol , mentre i colori rosso, bianco e nero sono un chiaro omaggio a Coco Chanel.


 Il Profumo
La fragranza in extrait de parfum da 50 con un’alta concentrazione di materia prima è una vaniglia orientale unisex , studiata sotto una prospettiva completamente nuova tanto che la sua complessità potrebbe essere paragonata al “cubo di Rubik” dove la difficoltà consisteva nel riportare ogni colore su ognuna delle sei facce del cubo.                                                                                              
Non lasciatevi trarre in inganno dal nome del profumo “Dolce Quanto Basta” e dal fatto che si tratti di una vaniglia orientale. Individuare le singole note che la compongono è impervio.
 L’apertura è connotata da chiari accenti fruttati liquorosi  ottenuti con Bergamotto, ribes e una Fragola Naturale ricavata con  tecnologia di Estrazione Jungle Essence Co2 che  insieme al Balsamo di Gurjum conferiscono grande volume al profumo  attraverso sottili sfumature di Assoluta di Vaniglia del Madagascar, Infusione di Baccelli di Vaniglia e Vaniglia in Co2., Balsamo del Perù  e Polvere di Cioccolato cui si   accompagna l’Etilmaltolo: un esplicito omaggio ad Angel profumo Icona degli anni ’90.
  Cristian con La Q.B esplora una nuova ricchezza olfattiva  percorrendo strade sconosciute  e  stravolgendo quelli che sono gli attuali codici della profumeria artistica moderna, con una nuova interpretazione del sillage orientale creando una vaniglia morbida ma allo stesso tempo molto tostata  e speziata,  poiché  letteralmente avvolta dal Catrame di Betulla, Incenso e Cannella che la rendono irresistibile ma senza risvolti golosi. 
Accenti di Patchouli di Sumatra della Regione di Gayo famosa per la produzione di caffè  contribuiscono a conferire ai baccelli di vaniglia  sfumature di caffè tostato. Incredibilmente le note di cuore sono floreali e lievi nella loro soavità e trasparenza, l’iris e gelsomino fanno da  trait d'union tra le note di testa e quelle di fondo della fragranza stessa, dandole ampio respiro. L’ Ambreine ed  legno di Sandalo regalano morbide gradazioni al baccello di vaniglia ormai irriconoscibile, insieme al Musk  ad al Vetiver che si rivelano nel drydown finale, con il cuoio che sembra voler lasciare un tatuaggio sulla pelle. Una fragranza assolutamente persistente e unisex, mai eccessivamente zuccherina, ma……..Dolce Quanto Basta.   

.Note: Bergamotto, Ribes,  Fragola(JE), Mela e Ananas ,Pepe Rosa , Cannella, Balsamo di Gurjum, Balsamo del Siam, Balsamo Del Perù, Balsamo del Tolu,, Fava di Tonka, Assoluta Di Vaniglia del Madagascar, Vaniglia Co2, Infusione di baccelli di Vaniglia, Polvere di Cioccolato, Etilmaltolo, Catrame di Betulla, Incenso, Patchouli di Sumatra, Iris, Gelsomino, Ambreine, Legno di Sandalo, Vetiver e Musk













Misteri e Rebus svelati nel pack

Nulla  è lasciato al caso nella Q.B, nemmeno in riferimento al pack,  che nasconde golose curiosità: infatti sfilando la parte superiore della magica zolletta di zucchero, il pack di un rosso deciso per omaggiare Coco Chanel presenta minuscoli disegni, come in una fantasia di Naj Oleari dando forma agli elementi olfattivi presenti in piramide, provette, pipette e la sigla di ADj. Rovesciando questa base, la stessa formerá una piramide  dove in chiaroscuro   campeggiano le lettere di Adjiumi a caratteri cubitali.