mercoledì 11 dicembre 2019

De_Cure: l'ultima frontiera dello Skincare, Stoccolma; Less is More





L’industria cosmetica  degli ultimi anni   si  è dedicata alla sperimentazione di prodotti di Skincare sempre più performanti, biocompatibili ed essenziali che permettessero di ottenere risultati “visibili” senza ombra di danno ed in modo non invasivo, evitando tutti gli ingredienti superflui, ma biologici certificati e 100%100 vegani per una pelle sana e luminosa.  Tutto questo è ora possibile con un marchio che ha sede a Stoccolma accreditato dal mercato dell’estetica professionale fin dal 2014 ed il cui nome è De_Cure
Al principio commercializzato  solo presso dermatologi e chirurghi plastici in Europa, America e Medio Oriente, adesso è disponibile anche per tutti coloro che non si accontentano di una beauty routine qualsiasi. Si avvale di prodotti con tecnologie all’avanguardia, aderendo  agli standard di qualità più elevata durante i processi di formulazione, produzione e post-produzione, rigorosamente testati, al fine di ottenere ingredienti puliti ma soprattutto ad elevata biocompatibilità, che la pelle possa riconoscere ed accettare mantenendo un livello di PH ed un equilibrio elettrolitico ideali al fine di  raggiungere un aspetto sano, equilibrato e luminoso agendo al contempo sia sulle linee sottili ,rughe e mancanza di tono sia  con un prodotto ad hoc per la delicata zona contorno occhi al fine di ridurre borse, occhiaie e gonfiori;  non potevano inoltre mancare un inibitore della melanina high-tech  con lo scopo di ridurre e controllare l’iperpigmentazione ed un prodotto per la cura delle labbra al fine di renderle turgide, idratate e nutrite ma soprattutto allo scopo di restituire il colore naturale alle mucose labiali.

   Dopo la detersione il primo prodotto da utilizzare è il N°PUR3 (Sérum Booster Nourissant) che  attraverso l’OXY - 2 - COMPLEX trae ispirazione dalla medesima tecnica di guarigione delle ferite, mediante una tecnologia attiva rilascia alti livelli di ossigeno e altri ingredienti che agiscono a livello cellulare stimolandone la guarigione: in soli 14 giorni di trattamento, i livelli di idratazione della pelle aumentano oltre il 40% , mentre la visibilità delle rughe si riduce del 50%.   N°PUR3   contiene un complesso di alghe marine Scandinave nutrienti: l’Enteromorpha Compressa con azione protettiva, l’Ascophyllum Nodosum che preserva le funzioni cellulari, e la Palmaria Palmata che ha un’azione nutriente. L’estratto di tè rosso che come sappiamo contiene potenti antiossidanti naturali ed enzimi,  come le vitamine C ed E ed il carotene  al fine di prevenire l‘effetto dannoso e l’invecchiamento provocato dai radicali liberi.

Uno dei problemi maggiori  che  porta il passare del tempo  è la presenza di macchie indesiderate  come conseguenza dell’ abbronzatura presa senza alcuna protezione  quando ancora non si sapeva quanti danni potesse arrecare il sole, anche durante una semplice passeggiata in città.
 La  N° LIT3 (Hydratant Eclarcissant) inibisce la produzione di melanina attraverso l’ Hexylresorcinol in combinazione con  niaciamide  (vit B3) ed è 4 volte più potente dell’Idrochinone, molecola il cui utilizzo è ora vietato in Italia per i suoi effetti collaterali. Grazie  alla sua texture fondente  per la presenza di olio di semi di Jojoba e di acido ialuronico, questa emulsione non solo garantisce un effetto illuminante riducendo l’iperpigmentazione ma è un anti-infiammatorio e lenitivo per la pelle.

Il prodotto da applicare per la notte dopo il Booster di cui ho parlato (N°PUR3) è il N°NIT3, una crema al retinolo puro che in concomitanza a molecole specifiche ottenute dalla camomilla e lo zenzero, si mantiene stabile senza essere soggetto alla normale degradazione  del retinolo. Grazie a nuove tecnologie che si basano su tre diversi pesi molecolari di acido ialuronico  insieme a ceramidi e glucosamina, l’effetto idratante è super potenziato. Una miscela di oli scandinavi e potenti fitonutrienti  tutti accuratamente estratti e selezionati  come, mora, camomilla, mirtillo blu e  tè verde contengono alti livelli di vitamina C, E, Omega3, 6 e 9 e antiossidanti 

Ben due i prodotti per il contorno occhi: il N°EYE1 anti-occhiaie, anti-borse, idratante e antirughe e il N°EYE5 rivitalizzante per l’azione del cetriolo, elasticizzante grazie all’azione dei peptidi ed uno scudo contro le aggressioni ambientali e come l’inquinamento e i raggi UV. L’Argirelina ha un effetto simile al Botox ed è un mio-rilassante. Attraverso la presenza di particolari peptidi possiede un effetto antinfiammatorio e rassodante.

De_Cure N° LIP5 da applicare a labbra pulite, ha un effetto volumizzante a breve e a lungo termine, poiché le molecole di acido ialuronico aumentano la loro dimensione di circa 50 volte in 10 minuti e le labbra appaiono piene e turgide stimolandone anche la colorazione: l’effetto è rapidissimo.

Questa linea che vanta altri prodotti estremamente efficaci per la pelle, possiede una chiusura-apertura ad effetto scorrimento che eroga la giusta quantità  di creme o sieri sia per preservarne la freschezza e sia per evitare  inutili sprechi!

giovedì 17 ottobre 2019

"The Black Knight" di Francesca Bianchi, 30ml Extrait



I profumi accompagnano da sempre la mia vita come pure una certa cinematografia di genere o meglio di nicchia che a volte costituisce un vero e proprio tramite non solo per sentire ma per accedere alla profondità della fragranza stessa, per carpirne anche il significato simbolico e inconscio: parlo di animo umano,  di quelle corde sottili e interiori che Francesca Bianchi con il Suo tocco personale, riesce a penetrare, risvegliando ricordi sopiti o suoni  cupi e ipnotici che magnificano il senso di incombenza delle immagini che mi hanno letteralmente trafitta in film dalle caratteristiche fortemente visionarie.
La parfumeur ha presentato al Pitti di quest’anno due nuove fragranze: “The Black Knight” (un vetiver cuoiato  e aromatico dal fondo floreale) e Lost in Heaven (opulento fiorito, speziato e animale).
 
"The Black Knight", è una fragranza gotica, complessa  e talmente intensa  che oserei definire “viscerale” in cui la Parfumeur Francesca Bianchi si è manifestamente ispirata  al  condottiero italiano del Rinascimento Giovanni Dalle Bande Nere, della famiglia dei Medici. Francesca laureata in storia dell’Arte a Firenze  pur conoscendo la storia e le gesta  del Cavaliere  (una statua di Baccio Bandinelli lo commemora in Piazza San Lorenzo a Firenze), rimase realmente impressionata  dal film storico di Ermanno Olmi  “Il Mestiere delle Armi” (2001) che da un lato ne magnifica le gesta in campo militare ma dall’altro esplora la sua anima  nel letto di morte, attraverso la narrazione degli ultimi giorni di vita del soldato pontificio mediante   un lavoro di qualità virtuosistica che attinge a fonti storiche con  uno sguardo di  forte e rara fascinazione visiva. Un affresco pittorico di scene che cadenzano una narrazione ritrattistica del­l'a­ni­ma, della vita e della morte, nei suoi sce­na­ri di guer­ra, vuoti come si­len­zi ge­li­di.

In “ The  Black Knight” Francesca Bianchi  da storyteller dei profumi, intraprende lo stesso percorso, traendo ispirazione dall’opera del Maestro Olmi,  e si serve di quelle note olfattive come il  patchouli, l’artemisia ed il vetiver, insieme allo styrax  ed il carvi  per ricreare l’atmosfera di un campo militare di battaglia con l’odore pungente della polvere da sparo,  delle sterpaglie secche, dei cavalli che  ansimano e scalciano per il freddo e la fame , nel gelo imperituro di una Pianura Padana tra oscil­lan­ti to­na­li­tà di grigi  e bian­chi, cat­tu­ra­ti nella neb­bia delle di­ste­se na­tu­ra­li, in una luce livida e piatta.



Giovanni è un personaggio di grande spessore: da sol­da­to pa­pa­le, possiede qua­li­tà mi­li­ta­ri raf­fi­na­te: Egli é il "Gran Dia­vo­lo" delle tat­ti­che ar­di­te, ma è fiero, rigoroso e audace al tempo stesso con spre­gio del pe­ri­glio, e nonostante il mancato sostegno al Suo esercito di mercenari, il coraggio lo spinge a proseguire e a caricare i Lanzichenecchi, ma si troverà a fare i conti con i mutamenti storici nella rivoluzione delle armi: l’uomo smetterà di essere un soldato nello stridente rumore della sua armatura,  per divenire un bersaglio a cavallo ferito sotto al ginocchio da una palla di falchetto.



  Nell’ultimo atto della narrazione storica il  suo sguardo consapevole di fiera accettazione nel letto di morte, si perde in una  deriva onirica: quelle di un uomo che ha molto amato, rievocando tutta  la carnalità della Sua relazione con la nobildonna di Mantova Camilla de’ Rossi. 

 E’ proprio questa dualità del personaggio di Lorenzo che Francesca ha voluto riprodurre nella fragranza che abbandona i tratti graffianti e acuminati propri della guerra e del cavaliere vigoroso che caratterizzano “The Black Knight” nell’apertura iniziale, per poi rivelare attraverso la sua evoluzione il lato romantico di Giovanni: l'incontro con la Nobildonna di Mantova Camilla de’ Rossi a partire da quella scintilla che aveva portato i loro sguardi pieni di desiderio ad incrociarsi per perdersi l'uno nell'altro nella consapevolezza che ogni rapporto carnale poteva essere l'ultimo, con il capo di lei  chino sulle gambe di lui: una scena che ricorre spesso nel suo delirio onirico.
 La fragranza si evolve in modo sublime poiché il cuoio (styrax)  inizialmente caratterizzato da note animali si ammorbidisce insieme al vetiver che si arrotonda per mezzo della rosa bulgara e del burro d’iris  con tocchi di miele e una base di legno di cedro e muschio di quercia rivelando che Giovanni Dalle Bande Nere non era solo un cavaliere dalla foga impetuosa, ma era anche un uomo  consumato dall’amore ardente per la Nobildonna di Mantova ripercorrendo nel suo delirio febbrile negli ultimi istanti di vita, tutti i momenti dei loro fugaci incontri. Non si era tuttavia  sopito l'affetto che provava per la moglie ed il figlio lontani.
La fragranza rispecchia appieno il personaggio storico cui Francesca si ispira, di grande volume ed impatto, è graffiante e persistente: possiede grande proiezione, e soprattutto una immensa evoluzione!


N.B. Tutte le immagini a parte la prima a destra, sono tratte da Il  Mestiere Delle Armi di Olmi

mercoledì 2 ottobre 2019

"The Moon" by Julien Rasquinet Editions de Parfums Frédéric Malle


Mi piace la notte, è molto più di un periodo di tempo. E' un altro luogo, è diverso dal luogo in cui siamo durante il giorno.

  

Fine Agosto: il silenzio e le tenebre avvolgono Parigi, solo la Tour Eiffel e la luna piena illuminano un cielo di velluto scuro, mentre  in lontananza si ode il rombo di una potente moto che sembra sfiorare l'asfalto , il centauro che la guida indossa un completo in pelle nera che fascia la sua figura snella ed estremamente elegante: arrivato a destinazione sfila il casco anch’esso nero per rivelare un volto scolpito e impenetrabile, attraversando solo pochi istanti dopo,  un salone gremito di ospiti lasciando dietro di sé  una chiara traccia del suo profumo misterioso e sensuale,  ma non poteva essere altrimenti poiché l’illustre psichiatra criminale Hannibal Lecter aveva sviluppato sin da ragazzo un olfatto molto evoluto con la grande capacità di poter riconoscere qualsiasi fragranza.



Considerato che l’odore di una persona ti dice senza errore quel che ti serve sapere poiché non ci sono notizie più precise di quelle che riceve l’olfatto, il profumo che Hannibal indossava quella sera insieme alle cuciture del suo abito in pelle da essere umano, avrebbero lasciato intravedere la sua vera natura “pericolosa” sì come aveva dedotto la sua psicoterapeuta Bedelia Du Maurieur, partner e complice di una relazione pericolosa con il dott. Hannibal.



 Una mente criminale ma dall’animo sensibile capace di commuoversi ascoltando la lirica, dall’eleganza e modi raffinati, nonché vero cultore della cucina gourmet, non può che indossare  la nuova fragranza estremamente sexy “The Moon” di Julien Rasquinet appartenente alla collezione Desert Gems  di Frédéric Malle:  oscura, ipnotica e potente portando in primo piano le note poste alla base della piramide come l’Oud della più pregiata qualità, l'incenso,  il cuoio,  il sandalo e l’ambra per unirsi e aprirsi all’aulente rosa calda ,opulenta e succosa,  al ribes rosso,  al lampone e alla  violetta che regalano tocchi di dolcezza raffinata, ma la fragranza nel suo insieme  tra luce e oscurità ti guiderà tra le braccia di quell’uomo vestito in pelle  nera che ti darà “la petite mort”  sino a smarrirti nel labirinto della sua mente  senza che tu possa renderti conto se stia vivendo un sogno o sia passata oltre, al di là della vita stessa! 


  

 La luna ha un ruolo fondamentale nello scandire il ritmo della vita araba segnando l’inizio e la fine delle festività . La frutta presente nella composizione olfattiva riprende l'aroma dela shisha o narguilè che si fuma durante quel periodo simbolo di amicizia e fratellanza.
Note di Testa: Lampone, Litchi,  Zafferano                                    Note di Cuore: Olibano, Rosa Turca, Violetta, Ribes Rosso, Bacche Rosse                      Note di Fondo: Oud, Cuoio, Sandalo,  Ambra, Patchouli

     

N.B Le mie impressioni su The Moon traggono libera ispirazione dal primo episodio della III stagione della serie TV Hannibal Lecter  

giovedì 26 settembre 2019

I mitici profumi degli edonistici anni '80: "Coco Chanel" di Jacques Polge(1984)



Chi ha vissuto negli anni ’80, spesso e volentieri può provare un senso di nostalgia per quella decade scanzonata, colorata ed incosciente con stili di vita improntati al consumismo, all’esteriorità e allo svago: una corsa all’indipendenza per le donne che si trovavano a lottare per la realizzazione dei loro diritti con il sesso forte: belle, anzi bellissime con le  chiome fluenti, i tailleurs rigorosamente made in Italy dalle spalle ampie, i tacchi a spillo, perennemente ingioiellate e dedite alla cura ossessiva per un corpo perfetto e flessuoso, plasmato dallo sport, inondato a profusione da fragranze così potenti, intense e sensuali come Opium (1977),  Giorgio di Beverly Hills (1981) ed il mitico Poison di Dior (1985) che avevano un ruolo fondamentale, ovvero quello di richiamare l’attenzione su di sé! I profumi degli anni ’80, insieme al marketing che presenta sensuali spot pubblicitari, racchiudono un vero e proprio periodo di storia sociale, culturale ma anche economica e letteraria.
Uno dei profumi che descrive meravigliosamente quegli anni, appartiene al firmamento olfattivo Chanel e porta il nome di Coco. Venne commercializzato nel 1984 e pur presentando alcune delle caratteristiche  comuni ad altre fragranze del periodo, in un certo senso fu rivoluzionario: Il mito del profumo orientale aveva già invaso l’occidente con l’imponente ascesa delle due fragranze speziate orientali di riferimento che avevano già fatto la storia e l’avevano segnata ineluttabilmente ( Opium 1977 di YSL e Cinnabar 1978 Estée Llauder), ma con Opium e Cinnabar vediamo un oriente “puro”  che scaturisce dalla conclamata voglia di sfidare l’olfatto con fiumi di spezie torbide e fumose, resine e balsami.  Diversamente Coco rappresentava l’oriente evoluto, un concetto di oriente francesizzato, una deviazione di quella che era stata fino ad allora la strada seguita dai vari nasi. 
Il profumo venne composto dal grandissimo maestro profumiere Jacques Polge, degno erede dei mitico Henry Robert ( genio creatore nel N 19) il quale si trova davanti forse al più grande progetto assegnatogli da Chanel . Si trattava del suo primo lavoro su di un profumo femminile per Chanel ( in quanto aveva già composto nel 1981 un maschile per il medesimo marchio: Antaeus)
Le aspettative erano grandiose perché la Maison usciva da un momento storico assai critico in quanto solamente da un anno   era stata  affidata al   geniale ed irriverente                  Karl Lagerfeld che riuscirà a rilanciarla e reinterpretarla sotto una chiave moderna e iconica ( concetti che la Maison aveva ormai perso).
Coco Chanel descrive appieno questo momento di grande fermento perché se il profumo venne commercializzato come l’interpretazione dello spirito di Chanel possiamo altrettanto affermare che tale esercizio olfattivo fotografa lo spirito di un marchio non più rappresentato dalla grande stilista Gabrielle Chanel ma da un genio visionario che  pur mantenendo il codice stilistico originario stravolgerà tutti con delle uscite in passerella lontane dai canoni rigidi, lineari e signorili della Maison.
Questo capolavoro olfattivo  che oserei definire un florientale ambrato manterrà l’aspetto speziato non più crudo e spigoloso come avveniva per Cinnabar ed Opium ma conterrà delle spezie arrotondate quasi morbide e vellutate. Sicuramente il fondo ambrato è ciò che rende il profumo ampliamente diverso da altri speziati orientali. Un fondo costruito con una maestria disarmante e con l’utilizzo di materie prime naturali associate ad altre di natura sintetica. Ciò che risalta immediatamente all’olfatto quando si analizza la struttura di fondo è il rarissimo sandalo di Mysore ( Coco sarà uno degli ultimi profumi che lo conterrà realmente), opoponax, ambra e labdano che infittisce la trama della fragranza in un perimetro olfattivo armonioso.
Malgrado il fondo sia già qualcosa di divino, la vera rivoluzione olfattiva la troviamo tra le note di testa e di cuore perché se da un lato si vuole dare una sferzata speziata fin da subito con coriandolo, chiodi di garofano e trifoglio, dall’altro lato troviamo il fiore cardine di tutta la composizione: la rosa. Una rosa alcolica, vinacea, ambrata e fruttata allo stesso tempo. La pesca e la rosa faranno di questo un vero capolavoro, si tratta di una rosa che sebbene mantenga i connotati scuri e speziati, è intrisa nella sua intima essenza di pesca matura e succosa ( Lontana dal mitico esercizio di Guerlain con Nahema).
Tornando alla base ambrata che è lucida, cangiante e dorata rendendo il profumo morbido e vellutato vediamo che sono diversi gli aspetti che consentono di costruire un simile lavoro; se da un lato troviamo una qualità eccelsa di materie prime naturali ( il trittico floreale in assoluta: rosa, mimosa e fiori d’arancio) dall’altro viene impiegata una quantità importante di materie di sintesi, come l’eugenolo, già contenuto normalmente nei chiodi di garofano: il risultato che ne scaturisce è un profumo barocco, sontuoso e ultra femminile dove la giustapposizione della componente floreale ( semi fruttata) con la parte ambrata resinosa produce un equilibrio di opulenza dorata, languida e fulgida. Tutto ciò rappresentava appieno il riflesso di  un periodo storico dove ogni cosa veniva portata all’eccesso poiché diversamente da oggi si era avulsi dall’appiattimento olfattivo e culturale.
Il “florientale ambrato” Coco Chanel così ricco e speziato non rispecchia affatto i canoni stilistici ispirati alla linearità, raffinata  ma austera di Coco Chanel: forse poteva riflettere il lato edonistico e passionale della donna che tanti uomini aveva amato, o forse i suoi gusti sfarzosi  per arredare l’appartamento in Rue Cambon 31 a Parigi. Il rigore del suo stile si contrapponeva al suo temperamento ardente, esuberante ed istintivo, basti ricordare le sue innumerevoli storie d’amore come l’intensa ma breve passione per [1]Igor Stravinsky  che aveva ospitato nel 1920, nella sua splendida casa (tutta in bianco e nero) di campagna a Charles.






[1] Greenhalgh, autore del romanzo Coco Chanel & Igor Stravinsky  ha anche curato la sceneggiatura del film, con il supporto di Chanel ed il suo attuale direttore artistico Karl Lagerfeld, che hanno concesso alla produzione l'accesso agli archivi dell'azienda ed all'appartamento di Coco Chanel al 31 di rue Cambon, a Parigi

lunedì 2 settembre 2019

"Rose & Cuir" di Jean-Claude Ellena per Editions de Parfums Frédéric Malle


“Il  profumo, una questione di odori, è una poesia della memoria e soprattutto una creazione della mente”
Jean-Claude Ellena





Jean-Claude Ellena, Grande Maestro Contemporaneo, è aduso scrivere formule brevi e poco concentrate per rafforzare la finezza, l’impatto ed il significato delle sue composizioni olfattive, postulato, che ben si adatta all’ultima Sua opera Rose & Cuir creata per Frederic Malle.

Un exploit olfattivo difficile da comprendere frutto di un vero e proprio esercizio stilistico, ove spicca il tema della "dualità" nell'evoluzione stessa della fragranza  che si apre attraverso una reinterpretazione moderna, elegante e minimalista della rosa ottenuta dal geranio bourbon, dall’estrazione di  pepe timut , le cui bacche sono piccole ed estremamente odorose con note di pompelmo e frutto della passione  accompagnata da accenti  di ribes nero.

 Nell'ouverture la composizione si rivela in tutta la sua trasparenza e luminosità quasi a ricreare quel cielo  azzurro e cristallino tipico della Provenza immortalato dalle tele di pittori naturalisti d'avanguardia ammaliati dai suggestivi cromatismi del mare, del cielo e dei campi in fiore tipici della Provenza. 

Queste note di apertura  fatte di luce viva che sembrano catturare il cielo terso del paesaggio   subiscono un repentino cambiamento  a causa del Mistral, il vento freddo e secco che spira tempestoso  dalle coste della Francia Meridionale lungo la bassa Valle del Rodano trasformando del tutto  il  panorama circostante rivelando e diffondendo nell'aria l'effluvio  della terra e degli alberi  le cui cime  si piegano flessuose sotto la sua forza sin quasi a sfiorare il terreno;
 ed è proprio il profumo di quest'ultimo con le sue innumerevoli sfumature a tratti legnose, verdi, coriacee ma anche animali , domina interamente la seconda parte della fragranza attraverso l'utilizzo  di una molecola sintetica, l' Isobutyl Quinoline creata nei laboratori Givaudan,  atta a riprodurre un cuoio cipriato, secco e molto amaro, quasi terroso che permane a lungo sulla pelle.

Lentamente il cielo torna ad essere trasparente ed il sole accarezza dolcemente il volto degli amanti stremati che adagio si allontanano nella quiete ritrovata  ed un bacio suggella parole non dette colmando il silenzio di sentimenti inespressi.




domenica 21 luglio 2019

"Kintsugi" by Masque Milano



E’ raro che due persone  di cultura cosmopolita e dai molteplici interessi  in comune (viaggi, musica, letture, artigianato made in Italy) si incontrino per caso per dar vita e corpo ai propri sogni e desideri!  E’nel 2010 che Alessandro Brun e Riccardo Tedeschi fondano Masque, non senza prima aver intrapreso uno studio sulle materie olfattive.
Ciascuna delle loro fragranze è  la risultante di una trasmutazione alchemica di pensieri, emozioni e ricordi  di entrambi in memorie scritte  che diventano  vere e proprie scene  di cui  i direttori artistici sono compositori e sceneggiatori, dando vita ad un’Opera (l’Opera della Vita) in quattro atti suddivisa in scene ed ogni scena viene interpretata  da un naso diverso, ognuno con le proprie peculiarità , indossando la maschera di scena (da qui il nome del Brand Masque ).

L’Oriente, una terra incantata e misteriosa, ha da sempre  suscitato un grande fascino sulle popolazioni occidentali: la diversità tra il loro mondo e il nostro attraverso uno stile di vita  spesso antitetico rispetto a quello occidentale,  ha fatto sì che artisti  e scrittori prima e adesso  gli eclettici fondatori e direttori artistici di Masque Milano traessero ispirazione  dai riti, usi e costumi orientali per avventurarsi su di un territorio  più spirituale e concettuale, dei pensieri e degli stati d’animo,  quello dei Monologhi Interiori, forse sino ad ora mai sfiorato dalla profumeria moderna;  

Atto II Scena IV

 Kintsugi
La fragranza di Vanina Muracciole trae ispirazione dall’antica tecnica giapponese del  Kintsugi, formata dalle parole Kin (oro) e Tsugi (riparazione) che significa letteralmente “riparazione in oro”e  consiste nel riparare un oggetto di ceramica applicando  sulle crepe  dapprima una lacca naturale di derivazione vegetale in più strati che poi verrà cosparsa di  polvere  d’oro, assumendo l’aspetto di una vera e propria colata d’oro e  mettendo ancor più in evidenza  le nuove nervature create, facendo sì che l’oggetto diventi unico e prenda nuova vita, divenendo ancora più pregiato grazie alle sue cicatrici. In realtà questa tecnica nasconde una metafora:  l’arte di abbracciare il danno, di non vergognarsi delle ferite, è la delicata lezione simbolica suggerita dall’antica arte giapponese del kintsugi. Nella vita  ognuno di noi deve cercare il modo di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici, di crescere attraverso le proprie esperienze dolorose, di valorizzarle, esibirle e convincersi che sono proprio queste che rendono ogni persona unica. 

La fragranza, delicata e sofisticata,  viene plasmata attraverso un nuovo accordo Chypre, ove il muschio di quercia è sostituito da un’ambra sapida che ricrea lo scintillio di una porcellana non smaltata mentre affascinanti geishe ci conducono in un universo parallelo senza tempo attraverso il fruscio della seta dei Kimoni  che fluttuano leggeri  in una danza rituale che celebra l’arrivo  della primavera in prossimità di un albero di magnolia i cui fiori croccanti lasciano il posto al cuore delicatamente sensuale della fragranza, ove un accordo dorato di pelle scamosciata si sposa con l'Assoluta di Rosa Centifolia  e  l'Assoluta di Foglie di Violetta. 

Vanina Muracciole ha utilizzato come collante della fragranza, il Patchouli Coeur: la  forma più pura del patchouli  privato di tutte le sfumature canforate e muffate attraverso la distillazione  frazionata.
 La liquorosità del Benzoino del Siam., l'Assoluta delle Foglie di Lampone, insieme  al tocco dolce dell'Assoluta di Vaniglia  arricchiscono di ulteriori nuances il Patchouli Coeur sino ad ottenere quella lacca che mescolata all'oro darà vita al New  Chypre  al pari della tecnica del Kintsugi. 
Il volume iniziale della fragranza è immenso, così come la persistenza e la proiezione.  

Niente di più inedito ed elegante si è affacciato nel 2019 nel vasto panorama olfattivo sempre in fermento!