sabato 25 ottobre 2014

Gucci Eye: Magnetic Color Shadow Quad

Chi mi conosce, sa perfettamente quanto sia curiosa non solo riguardo le novità che caratterizzano il panorama olfattivo, ma,  per le nuove linee  di make-up che oserei definire di nicchia che non solo portano nomi altisonanti come Serge Lutens o Tom Ford, ma che devono mantenere quel che promettono, ovvero quell’alta qualità legata al marchio che rappresentano indipendentemente dal packaging sia esso essenziale come Lutens, sia esso più ricco come Tom Ford. Ho sempre considerato profumi e make-up indissolubilmente legati tra loro con la convinzione che costituiscono il tratto distintivo di una donna nella sua femminile unicità, donna che lascia la sua impronta indelebile e personale ovunque vada. Una volta assodata la mia passione per Chanel e YSL, in questi giorni ahimè ho fatto un’altra incredibile scoperta, attraverso lo spot interpretato da chi in questo momento rappresenta la donna icona per eccellenza del mondo GUCCI: la bellissima Principessa Charlotte Casiraghi che si fa interprete del raffinatissimo make-up studiato da Frida Giannini insieme a Pat Mc Grath, make up artist di fama internazionale, dopo circa un decennio di esperienza maturata alle sfilate, assicurandosi che Gucci Cosmetics rispondesse agli alti standards qualitativi, attraverso formule eccezionali  e all’avanguardia. Chi scrive, sa bene che attraverso l’utilizzo di un lipstick della Maison Gucci non si trasformerà di certo  nella sofisticata Principessa di successo Charlotte Casiraghi, ma trarrà piacere nel posare sui propri occhi le polveri preziose di Gucci Eye del Magnetic Color Shadow Quad: una trousse quadrata nero lacca, logata al centro in oro e chiusura magnetica contenente ben quattro colori sfaccettati  come pietre preziose di un tesoro nascosto, grazie alle particelle cromatiche altamente pigmentate che regalano uno sguardo molto sofisticato e luminoso, lo scrigno in lacca è contenuto in un sacchetto di velluto interamente logato. Il colore da me prescelto è lo 060 Pink Flamingo: un caleidoscopio di rosa e viola ad altissima definizione per un make-up capace di portare la luce nei giorni senza sole poiché i suoi colori sono altamente e pienamente madreperlati accompagnati dall’immancabile mascara per le ciglia Le Volume Chanel n°30! 

venerdì 24 ottobre 2014

"1889 Moulin Rouges" by Histoires de Parfumes

Immagine tratta da Fragrantica
Con l'appropinquarsi di quel periodo dell’anno compreso tra fine ottobre e inizio  novembre quando ancora sono lontani i “giorni della merla”ma un vento freddo scompiglia i miei capelli, uno strano desiderio si fa strada nel mio cuore: 
giunge  impellente la voglia di inebriarmi dei sentori dell'iris, con l'interpretazione datane da Histoires De Parfums , con 1889 Moulin Rouge: un iris opulento che sa di champagne, assenzio e rosa di damasco,  che incarna alla perfezione lo spirito bohemien della Belle Epoque ove imperavano "bellezza, libertà e....  Amore"  principi fortemente espressi  da quel genio allora incompreso di Touluse Lautrec nei suoi famosissimi manifesti liberty, nonché dal Maestro Baz Luhurmann con il suo magnifico film interpretato da una Nicole Kidman al massimo della sua carriera

L’envol-lift iniziale è una esplosione di fuochi d’artificio, ove tra  le note dell’iris  delicatissimamente poudrè , si fa strada l'effetto  "fatina verde dell'assenzio" che lascia intravedere piume, lustrini e pailletes in una pioggia di mille bagliori d'oro e fiumi di champagne;
l'odore dei camerini del teatro è intriso dal trucco di scena delle ballerine dove vibra il profumo inebriante e sensuale delle rose di damasco dono di appassionati e focosi ammiratori prodighi di doni di grande valore!

E' un via vai confuso e convulso di sarte, attrici e danzatrici che tra lacci di corsetti in pizzo nero e rosso, ciglia finte, ciprie e rossetti eseguono gli ultimi ritocchi prima di entrare in scena, tra specchi che riflettono la loro immagine e separè un tempo bellissimi ma ormai consunti dall'incedere del tempo.

Il patchouli qui si fa delicato ma presente per evocare quel tipico odore delle tavole scricchiolanti del palcoscenico...........e che lo spettacolo abbia inizio...........


sabato 4 ottobre 2014

Tempo d'Autunno, di ricordi e cambiamenti: "Pachouli di M.Micallef"



Già in passato ebbi modo di sentirlo sebbene distrattamente presa da chissà quale altra fragranza, eppure mi colpì per il suo sorprendente calore e per l'alta qualità delle materie prime che contraddistingue tutte le creazioni olfattive Micallef.

Durante un caldissimo pomeriggio estivo di qualche tempo fa  nonostante i più di 34° all'ombra ho cercato riparo nel mio piccolo angolo di paradiso profumato, ed è iniziata una piccola storia d'amore, ebbene si, con un profumo!
Ad un primo rapido sguardo colpisce il suo colore,di un biondo miele scuro senza per questo tralasciare le rotondità della magnifica bottiglia superba che contiene il liquore magico, il cui profumo evoca tutta la magia del bosco autunnale;

basta socchiudere gli occhi per avere l'impressione di camminare su di un soffice manto di foglie secche appena cadute, al riparo di una calda, morbida coperta di cachemire che ti avvolge in un morbido abbraccio, fatto di cose familiari, di un caminetto, di castagne messe ad arrostire e vin brulè.

Il Patch è davvero il cuore di questa fragranza, ma è un patch morbido e cremoso, la cui rotondità è conferita dalla violetta, dall'iris e dalle mandorle per suggellare un accordo davvero unico con una nota di cuoio (cisto) che può essere più o meno presente a seconda della pelle di chi lo indossa.


Ha messo chiome il bosco d'autunno.      

Vi dominano buio, sogno e quiete.
Né scoiattoli, né civette o picchi
lo destano dal sogno.
E il sole pei sentieri dell'autunno
entrando dentro quando cala il giorno
si guarda intorno bieco con timore
cercando in esso trappole nascoste.
(B. Pasternak)




venerdì 3 ottobre 2014

Fondotinta in polvere: Vitalumière di Chanel e Jane Iredale

Non potevo certo dimenticare la grande novità di Chanel, ovvero il Vitalumière di Chanel in polvere libera, e cioè la new entry di quest’anno che viene lanciata per la prima volta dalla Maison. Apro una piccola parentesi, nel senso che non amo particolarmente i fondotinta in polvere minerale, benché non abbia niente da ridire riguardo la loro qualità. Ho provato i primissimi e forse i più famosi, molto tempo fa, compatti ed in polvere libera: fondi minerali di gran qualità, i Jane Iredale  consigliati da chirurghi plastici e dermatologi per la cura della pelle. Jane Iredale ha presentato la sua esclusiva linea make-up per la cura della pelle nel maggio 1994  . I prodotti si basano su minerali micronizzati  e vengono realizzati senza l’utilizzo di filler  e altri elementi quali il  talco e olio minerale e senza il ricorso a coloranti o conservanti chimici con proprietà antinfiammatorie grazie all'ossido di zinco e al biossido di titanio. Nonostante si tratti di polveri usate prevalentemente da modelle del calibro di Lauren Hutton e attrici come Susan Sarandon, Glenn Glose, e dal famoso personaggio interpretato da Sarah Jessica Parker, la stilosissima  Carrie Bradshaw, non mi sono mai sentita a mio agio con le polveri minerali, sempre troppo asciutte per la mia pelle e anche piuttosto pesanti, pur riconoscendo la loro purezza soprattutto nella forma in polvere libera. Tutte le donne dovrebbero provare questi prodotti dalle tante proprietà derivanti dall'uso dei minerali da essere considerate un’estensione  di bellezza per la cura della pelle!

Jane Iredale Pure Pressed



Dopo questa parentesi dedicata ai fondi minerali di Jane Iredale, passando alle novità di Chanel per la nuova stagione, dopo aver provato il Vitalumière in polvere libera penso si tratti di qualcosa di molto più leggero e come suggerisce la bravissima Lisa Eldrige, la make-up artist che ha truccato molte celebrità, facciamo precedere la sua applicazione con le Blanc de Chanel  ( contiene: estratto di Hamamelis,  polveri di silice e di mica e l’estratto di liquirizia) che  finalmente è dotato di erogatore, con l’aumento di particelle luminose nella stessa formulazione. Sul viso  perfettamente pulito stendiamo con le dita o con un pennello la luminosissima Blanc de Chanel, poi capovolgiamo la Light box e picchiettiamo leggermente sul retro per liberare la giusta quantità di polvere, utilizziamo il mini-pennello kabuki che troviamo in dotazione per prelevare la polvere rimasta sul setaccio,  togliamo l’eccesso e applichiamo sul viso con movimenti circolari dall’interno verso l’esterno per regalare allo stesso un effetto satinato e trasparente grazie all’effetto della polvere di mica e grazie all'ausilio di una nuova generazione di Pigmenti di Luce ad Alta Definizione  permette di catturare e diffondere una luce più delicata e sfumata per il colorito. Il derivato dell’olio di canola regala morbidezza alla pelle ed inoltre si declina in cinque tinte con SPF15.


Il prodotto è molto delicato, modulabile, morbido eppure è come se non mi sentissi a mio agio: forse è una questione di abitudine e sarà il top per chi non è abituato a truccarsi! In profumeria è andato letteralmente a ruba!!!!!




giovedì 2 ottobre 2014

I Fondotinta del futuro: SISLEY, CRISTIAN DIOR, YVES SAINT LAURENT...continua


SISLEY PARIS PHYTO TEINT EXPERT 



Ho sempre amato i fondotinta, anche se  ho incominciato ad usarli molto tardi poiché la mia pelle sottile richiedeva solo tanta protezione dal freddo e nessun camouflage. Chiaramente con il passare degli (sic) anni le esigenze sono cambiate, sì come si sono evolute le formule dei magici elisir di gioventù, diventando sempre più performanti, dei veri e propri trattamenti di bellezza di cui ogni donna non dovrebbe fare a meno.   
Siamo ad un livello tecnologico in cui c’è di tutto e di più anche per tutte coloro che non amano avere nulla sul viso.
 Settembre è il mese di tutte le novità pertanto incominciamo la nostra carrellata, con uno dei fondotinta decisamente high-tech: Sisley, Phyto Teint Expert;

 ho subito notato quanto la sua texture fosse estremamente fondente ed elastica, completamente diversa da tutte le altre, con un effetto seconda pelle, da lavorare sul viso preferibilmente con le mani, ed il rivestimento che si ottiene è il frutto dell’alta tecnologia dei laboratori della maison Sisley, grazie alla combinazione di polimeri fissanti e pigmenti ultra - puri con lecitina di soia e polveri sublimatrici con effetto soft-focus. 

Abitualmente molti fondotinta, per non parlare dei no-transfer,  dopo qualche minuto dall’applicazione cambiano colore virando verso altre tonalità diverse da quelle iniziali:  con Phyto Teint Expert non succede perché l’alta tecnologia di cui si avvale garantisce un incarnato perfetto ed uniforme per ben 12 ore con un finish naturale e non eccessivamente mat. 

Purezza del colore e non solo,  regala compattezza e uniformità insieme ad un effetto levigato con una formula arricchita da estratti di origine naturale (Fiore di Fragipane, Cetriolo, Ginkgo biloba). Colore, tenuta, trattamento, comfort, assolutamente oil -free  possiede tutte le caratteristiche di un trattamento anti-age, che lo rendono adatto anche alle pelli più sensibili.  Una volta applicato correttamente sul viso, è invisibile, morbido, senza effetto mascherone regala molta luminosità.

 Si declina in otto nuances : Porcelaine,  Vanilla, Ivory, Soft beige, Sand, Natural, Honey, Golden. Il flacone che lo contiene in vetro trasparente è molto raffinato ed elegante, personalmente mi riporta allo stile liberty con cap in metallo logato.

lunedì 29 settembre 2014

"DIPTYQUE: un antico rituale di pulizia per il viso"


Presso Profumeria Artistica Marina Parfums
                                           

E’ già da qualche mese che solo in alcune profumerie selezionate, Diptyque ha fatto il suo trionfale ingresso nell’art du soin, con un rituale di bellezza antico, come gli alambicchi  su sfondo argentato che costituiscono il logo di questo nuovo soin  con un approccio che posso definire, dopo averlo provato sul mio viso, olistico.
Si tratta di cinque prodotti essenziali che si avvalgono di procedimenti esclusivi e molto delicati come l’infusione lenta e la distillazione di fiori, foglie e semi, che promettono di mantenere assolutamente inalterati  i principi attivi  di ingredienti come la rosa di Damasco, il giglio bianco, l’argilla, la polvere di riso, l’avena, la verbena, il gelsomino.

Abbiamo la Pommade Demaquillante pour le Visage, un unguento per rimuovere il trucco più resistente: ha un aspetto ceroso e translucido, è sufficiente un piccolo quantitativo di prodotto che lavorato sul viso con il calore delle mani si trasforma in olio liberando un profumo di rose e geranio per infine divenire a contatto con l’acqua un’emulsione lattiginosa, da rimuovere con un panno umido e caldo. La Pommade è composta da oli emollienti, come l’olio di mandorle dolci, jojoba, geranio, ylang-ylang e mimosa . Già dopo questa fase la pelle appare detersa, morbida ed elastica al tatto. Può fungere anche da maschera, applicandone una quantità più abbondante sul viso perfettamente asciutto, lasciando in posa per una decina di minuti per poi lavorarla e rimuoverla con un batuffolo di cotone imbibito di Eau Infusèe

domenica 21 settembre 2014

"Cenni di storia sul Make-up: il fondotinta"

Già da tempo mi ero prefissata di ripercorrere  le tappe storiche del make-up, ed in  modo particolare quelle del "fondotinta" , certamente uno dei cosmetici più antichi  che oggi più che mai ha il potere di sublimare o illuminare un incarnato già bello di suo, non certo, quello di coprire od eliminare difetti macroscopici. Ancor prima di fare una carrellata tra le ultime novità ripercorriamo però la sua storia, o quanto meno le sue origini.
Gli Egizi erano adusi sbiancare i loro visi con la cerussa, ovvero la biacca (ossido di piombo): era disponibile in diverse sfumature di colore, dalla più pallida alla più ambrata.
La Regina Nefertiti


Le donne dell’antica Grecia molto attente alla loro bellezza, illuminavano la loro pelle con estratti di minio, ancusa o fuco dai colori rossicci, per dare gran risalto alle gote e renderle rosee sinonimo di buona salute.


I Romani mescolavano la cerussa con il guano da cui ottenevano un effetto maschera simile all’intonaco. Lo stesso Ovidio nell’Ars Amandi  si rivolge così alle donne:  «voi già sapete come render bianca con la cera la pelle, e se dal sangue non vi viene il color roseo del viso, supplisce l’arte» e nel suo trattato il Medicamina Faciei Femineae, conosciuto per la cura della bellezza,   Ovidio dava la ricetta di un fondotinta schiarente di sua invenzione ed i cui ingredienti erano: orzo, lenticchie, uova, corna di cervo, bulbi di narciso, farro e naturalmente non poteva mancare la cerussa!!!!! 



Nel Medioevo, a causa dei costumi imposti dalla Chiesa, tutto ciò che era legato alla vanità era ritenuto frutto dell’ingegno del diavolo, pertanto diabolico e sacrilego:  un viso era considerato bello solo se bianchissimo, ed era consuetudine delle signore  applicare sul volto alcune creme ottenute mescolando l’ossido d’argento e di mercurio al grasso animale, insieme ad avena, argilla polverizzata, limone aceto, canfora. L’ideale era quello della donna normanna, bianca di carnagione e con i capelli biondi. 
Risale al medioevo il solo trattato di cosmetologia degno di nota, tra l’altro rimane tra i più autorevoli della storia: il “De Ornatu Mulierum” noto anche con il nome di Trotula Minor“,poiché la donna che si dedicò alla sua stesura era Trotula De Ruggiero, medico e docente dell’antica Scuola Medica Salernitana,
Trotula de Ruggiero


 Durante il Rinascimento Caterina Sforza, celebre figura dell’Italia Rinascimentale, si occupò a lungo di erboristeria, medicina, cosmetica ed alchimia, lasciandoci un libro: Experimenti della excellentissima signora Caterina da Forlì, con attenzione particolare all’incarnato che doveva essere di alabastro, per cui le discromie cutanee venivano corrette sempre con la biacca di piombo insieme alla cipria che era polvere di riso. (http://www.illusionanddesire.com/makeup/il-trucco-e-la-cosmesi-nella-storia-e-nella-societa-il-rinascimento/)
Caterina Sforza

mercoledì 10 settembre 2014

Versace pour Femme: "ORIENTAL OUD e NEJMA TWO by Pascal Morabito

ORIENTAL OUD by VERSACE POUR FEMME
Nell’immaginario collettivo la donna stupenda e al contempo raffinata che potrebbe essere l’ icona di questa fragranza  lussuosa e regale  nell’accezione più pura del termine, risponde a mio parere ai tratti classici di Grace Kelly: magnifica, di classe ed elegante, il cui ricordo rimarrà immutato nei tempi a venire. 


L’oro nero (Vedi Aoud di Montale), che pur tuttavia qualcuno già dava per  spacciato nel panorama olfattivo, continua ad essere protagonista ancora una volta della profumeria che potremmo definire d’elite,  e tutti coloro che amano questa nota così controversa dalle molteplici e variegate sfumature, ora stallatiche ed animaliche, ora così simili al cuoio, qui assume una veste completamente diversa e molto femminile grazie agli accordi di rosa turca insieme alla rotondità della fresia e allo zafferano delle note di testa, per avvilupparti  nelle sue spire odorose di vellutata violetta, insieme alla delicatezza dell’eliotropio,  ed infine per stordirti tra sensuali note  di cuoio e oud,  ammorbidite ed esaltate dalla cremosità della vaniglia. Accordi olfattivi che lentamente manifestano tutti i loro più reconditi segreti,  racchiusi negli angoli  e nelle rotondità più profonde della magica fragranza contenuta in uno scrigno completamente dorato. Il sillage è notevole ma contenuto e dopo un giorno intero non vi è più alcuna traccia di oud, ma si percepisce un dry down decisamente fiorito. Considerando tutti i profumi a base di oud da me indossati e sentiti, Oriental Oud di Versace pour Femme è senza ogni dubbio quello che ha una impronta più europea,decisamente più portabile anche da chi non ama particolarmente  questa nota legnosa così ambigua che stupisce e che stordisce, e la sua interpretazione in questo caso, priva delle caratteristiche medicinali o stallatiche, ha quasi del divino

mercoledì 3 settembre 2014

"INTRODUZIONE AL MAKE-UP"

Come sarebbe una vita senza colori?
Senza tutte quelle sottili sfumature che connotano gli oggetti da cui siamo circondati ? Molti sono gli elementi che determinano o influenzano il colore di un oggetto:
ovvero il colore proprio di quest’ultimo, dell’ambiente che lo circonda, dell’intensità della luce e dell’ombra che si crea, l’importanza della diversità della luce che influisce sul corpo illuminato, che avrà sfumature diverse a seconda che ad illuminarlo sarà una luce al neon, un faro colorato oppure il sole stesso.
La storia dei colori è affascinante, basti pensare che uno scienziato come Michele Eugene Chevreul (1786-1889)studiando il colore dette un contributo determinante alla storia dell’arte: capì infatti che due colori accostati tra di loro tendevano a tingersi l'un l'altro del corrispettivo colore complementare. Dall'osservazione e dallo studio di questi fenomeni Chevreul formulò la legge dei contrasti simultanei: due colori adiacenti, vengono percepiti dall'occhio in modo diverso da come sono realmente. Anticamente i pittori componevano i propri colori da soli ed ognuno aveva i suoi piccoli segreti: chi può dimenticare John Vermeer impersonato  sul grande schermo da Colin Firth, nella “Ragazza dell’orecchino di Perla,
il quale con dovizia maniacale creava lui stesso i propri colori ad olio, come il blu oltremare  ottenuto attraverso il prezioso lapislazzuli. Il nome conferma che il pigmento doveva essere importato da molto lontano; nel 1464 Filarete scrisse nel suo Trattato di architettura: "Il blu più bello è ricavato da una pietra e proviene da terre al di là dei mari". La distanza e il difficile procedimento preparatorio lo resero molto costoso e, quindi, anche molto apprezzato. 
Come non pensare alla predilezione  che gli impressionisti nutrivano per i malva ed i viola che ottenevano mescolando il blu cobalto o oltremare velato di lacca rossa piuttosto che approfittare direttamente dei pigmenti di cobalto già disponibili nel 1850-70, che Monet invece amò più di tutti, mentre Renoir rimase fedele alla prima miscela,  nei traboccanti  e ridondanti malva e porpora utilizzati in “A Teatro” (1876-77) e negli Ombrelli (1883).


Voi tutti, o chi si accinge a leggere queste mie osservazioni, si può chiedere, cosa mai centrerà questo discorso con il make-up!! A mio parere è fondamentale sapere dell’utilizzo dei colori, dei pigmenti ad alta diffusione che utilizzano le tecnologie ottiche esistenti sul mercato, cosa possa sublimare un incarnato, dal punto di vista del colore, della texture e dell’effetto che si vuole ottenere: opaco, translucido, naturale, bonne minne… pertanto considero tutto ciò solo un piccolo punto di partenza, perché come già ho avuto modo di dire:  il viso di una donna è come la tela bianca di un pittore, più sarà perfetta, maggiore sarà la resa del make-up a prescindere dal proprio colore di base che occorre studiare con molta attenzione. Compito del make-up artist è quello di sublimare l’incarnato, attraverso i nuovi fondotinta di ultima generazione, donando luminosità e trasparenza, coprendo al tempo stesso le piccole imperfezioni. Oggi siamo arrivati ad una tecnologia senza frontiere, tanto che lo studio concernente gli effetti e le caratteristiche dei fondotinta è in continuo divenire: si parla di effetto anti-aging, di effetto photoshooting, di ossigenazione attraverso l’utilizzo di oligoelementi come il silicio e il manganese insieme all’estratto ossigenante di nasturzio,  di protezione dall’inquinamento e dai radicali liberi con filtri UV per un alta protezione dai raggi UVB, antiossidanti e vitamine.  Il fondotinta ormai, non ha più solo una funzione abbellente: scopo fondamentale è quello di creare una barriera, uno scudo da cui proteggersi sempre ad ogni età, nella quotidianità, ed in qualsiasi occasione.  

mercoledì 27 agosto 2014

L'EAU SCANDALEUSE" di Anatole Lebreton


L'Eau Scandaleuse-Portrait de Clara Bow par Eugene Ritchee
Seduttiva, ovvero dotata del potere di sedurre, intrigante e oscura la composizione olfattiva di Anatole Lebretone, L’Eau Scandaleuse giocata sul binomio pelle-tuberosa, tanto che originariamente il suo nome era Tubèrocuir!

Arcana, misteriosa e scandalosa ricorda l’allure dei profumi delle dive degli anni ’30, ed in modo particolare di colei che per antonomasia è stata la prima diva trasgressiva della storia del cinema: Marlene Dietrich! Dotata per natura di un mix esplosivo di ambiguità e sensualità nonostante appartenesse al modello della femme-fatale, la ricordiamo nel film tedesco, che le aprì le porte della Hollywood degli anni d’oro: l’Angelo Azzurro, quando quelle che  sarebbero diventate le caratteristiche del suo personaggio erano ancora in nuce.

Indimenticabile nella sua performance canora in panni maschili mentre in frac e cilindro,  nel film "Marocco",cantava con la sua voce roca e sensuale ove emergeva tutta l’ambiguità del personaggio e regalava per la prima volta al grande schermo, il primo bacio saffico della storia del cinema! Si è vociferato molto nella Hollywood degli anni ’30 sulla sua presunta bisessualità: realtà o finzione?      Sicuramente perversa nella finzione. 
L’Eau Scandaleuse di A.Lebreton per me è tutto ciò.   Grazie al gentilissimo Andrea Bissoli titolare di Mirem Profumerie di Mantova 1938, ho avuto la possibilità di apprezzare con la dovuta calma e piacere, una composizione olfattiva di un’amena rarità, assaporando una tuberosa che si pone al di fuori di ogni schema olfattivo conosciuto da me sino ad ora: calda  e vibrante,  si sposa magnificamente con il mio odore naturale di pelle perchè la tuberosa è la mia nota, il fiore del peccato per eccellenza!

   Lebreton è un artigiano che lavora con materie di prima qualità e mai nome fu più appropriato per una tuberosa: talmente “scandalosa” da risultare nelle note di testa a dir poco shockante, equivocandomi nel considerarle al primo approccio indoliche o animaliche.  Credo che la pietra dello scandalo risieda (posso sbagliarmi) nell’olio essenziale di Ylang-Ylang che ha una connotazione medicinale portentosa insieme al  castoreum,  davana e al 5% di assoluta di tuberosa.   Con il passare delle ore si scalda fondendosi con il calore della pelle dando vita a quelle note avvolgenti tipiche dei profumi degli anni ’30, quando ancora vi era uno scarso utilizzo di note di sintesi. E’ una fragranza che mi ha letteralmente ammaliata, a partire dal packaging, semplice, ma al tempo stesso raffinatissimo, la sua scia stregata è prevalentemente indicata per le ore notturne, animalica e languida al tempo stesso.                                
   Silenzio: si apre il sipario e proviamo ad immaginare la scandalosa Lola che intona le note che l’hanno resa famosa nell’Angelo Azzurro. 




martedì 26 agosto 2014

IL POTERE DI FASCINAZIONE DEL PROFUMO


Per moltissimo tempo, la natura con i suoi fiori, frutti, legni, resine e spezie  è stata la fonte ispiratrice di ciò che affascina e appaga l’uomo da secoli: il profumo.
Una magia, un viaggio olfattivo che affonda le sue radici in un tempo così lontano, fatto di arcani segreti che guidano ancora oggi i maestri profumieri insieme ai progressi della chimica, da cui hanno tratto un vero e proprio bagaglio olfattivo, veicolando emozioni universali quali l’amore, la passione e ricordi lontani e non.
Ciò che mi preme sottolineare, non è procedere alla solita conoscenza delle singole note di testa, di cuore o di coda e delle peculiarità che caratterizzano ogni singola creazione,  come la famiglia olfattiva, sottofamiglie, l’envol-lift iniziale, proiezione, persistenza  e dry-down finale di cui si è ripetutamente discusso sino allo sfinimento, ma credo che l’effluvio di un profumo vada studiato, o meglio raccontato dal punto di vista delle storie che lo stesso è in grado di comunicare, anche attraverso il packaging, il colore, i riflessi cui dà vita se colpito da un fascio di raggi di luce. Ciò che suggerisco è un “viaggio subliminale” attraverso il profumo che si può tradurre in un’opera pittorica, una sinfonia, la scena di un film, una storia personale, ovvero una “trama narrativa”, fatta di emozioni impalpabili!!!!! Non  dimentichiamo che le molecole odorose presenti nell'aria entrano nel naso e raggiungono direttamente i recettori delle cellule dell'epitelio olfattivo, al di sotto del cervello, ovvero i neuroni, attraverso i quali il messaggio fragrante raggiunge senza intermediari il cervello nei bulbi olfattivi e quindi il sistema limbico (detto "cervello odorante"), centro delle emozioni e della memoria, collegato all'ipotalamo. Da qui le molecole odorose giungono alla "neocorteccia", dove i messaggi vengono elaborati e decodificati.

 Pertanto mi propongo attraverso questo blog di sperimentare la grande varietà dei messaggi subliminali che una fragranza è in grado di trasmettere, indipendentemente da quelli che sono i gusti personali, ma pescando dallessenza stessa di cui sono fatti i ricordi, i piaceri ma, non solo, anche  esperienze passate di vite vissute che ci aiutano a rivelare la magia nascosta in un profumo. 

domenica 24 agosto 2014

Very High Protection Face and Eye area

"La natura ti dà la faccia che hai a vent'anni; è compito tuo meritarti
quella che avrai a cinquant'anni"
– Coco Chanel

Introduco questa sezione voluta dalla sottoscritta sin dall’inizio dicendo che la pelle di una donna potrebbe essere paragonabile alla tela di un pittore: solo una carnagione priva di difetti può sublimare il make-up, che non deve essere una mascherone, ma un di più per esaltare una pelle dono non solo di madre natura, ma risultato di una cura costante e  di alcune attenzioni da assumersi come diktat assoluti per preservare il patrimonio bellezza. 
Il punto fondamentale è quello di evitare il sole.
Qui è d'obbligo una premessa: a causa della vastità e della complessità di tale materia,  concernente i danni provocati dal sole, non è mia intenzione entrare nel merito dell'argomento, mi limito semplicemente ad un breve accenno su quelli che sono solo alcuni degli effetti del sole sulla pelle.

 I raggi ultravioletti si dividono in 3 categorie a seconda della loro lunghezza d'onda: UVA, UVB, e UVC.  
I raggi UVC non costituiscono  un problema poiché grazie all’atmosfera vengono filtrati completamente, mentre i raggi UVA penetrano sino al derma e gli UVB raggiungono solo gli strati superficiali della pelle.
Questi ultimi scaricano tutta la loro energia (superiore rispetto agli UVA) sulle cellule epidermiche ed in particolar modo sul loro DNA.
Al contrario i raggi UVA non provocano scottature ma nel lungo periodo possono determinare una degenerazione delle fibre elastiche e del collagene a livello del derma superficiale che quindi perde elasticità e turgore. Il bersaglio oggetto delle radiazioni solari è il DNA cellulare.
Se la quantità di raggi è superiore alla propria tolleranza si può avere interruzione della doppia elica, con notevole quantità di lesioni, anche se il DNA ha una eccezionale capacità di autorigenerarsi.
In tal caso si ha una produzione notevolissima di radicali liberi, i quali liberano enzimi distruttivi detti idrolasi, che danneggiando le funzioni cellulari, inducono la formazione precoce di rughe, perdità di elasticità, alterazioni della pigmentazione cutanea, e altro
I raggi del sole sono in grado di penetrare nella pelle e raggiungere le strutture profonde.
L’aggressione ripetuta della luce del sole si ripercuote sull'elastina e sulle fibre di collagene, la cute inizia ad ispessirsi dalla superficie in profondità (elastosi),  con il risultato finale che  si formano e moltiplicano rughe sempre più profonde, alterazioni di pigmentazione. E' il fenomeno del foto-aging, il processo biologico attraverso il quale i raggi solari inducono un invecchiamento precoce e profondo della struttura cutanea, senza dimenticare anche l’effetto catastrofico che il sole produce su persone, non solo particolarmente delicate di pelle, ma soggette a tempeste ormonali, disfunzioni tiroidee che comportano l’assunzione della tiroxina, e tanti altri farmaci che non sto ad elencare.
Insieme a tutti questi effetti negativi, il sole non va demonizzato, poiché è un importante rimedio contro alcune forme di depressione è fra i migliori integratori di vitamina D che rafforza le ossa, soprattutto se preso di mattina sino alle 10:00 e non oltre, con le dovute accortezze ed i prodotti giusti;

 In questi ultimi anni grazie all’attività di ricerca delle maggior case cosmetiche e cosmeceutiche sono stati fatti passi da gigante in questo campo.

Per tutte coloro che si recano al mare, consiglio protezioni molto alte da applicare prima di esporsi , ma la cui applicazione deve essere rinnovata di continuo (ogni 2 ore) come  Super Ecran Solaire Visage SPF 50 di Sisley.


Ulteriori passi avanti sono stati fatti con Sunleÿa G.E. Soin Solaire Global Anti-Âge 

 l’ultima nata di casa Sisley, che ho avuto modo di  provare grazie ad un campione,  con una meravigliosa texture fondente, idratante che utilizza un nuovo  modo di approcciarsi  attraverso un'associazione di efficaci attivi che aiuta a proteggere la pelle dal foto-invecchiamento  congiuntamente ad una protezione ottimale del DNA cellulare, con filtri solari performanti di ultima generazione ad alto spettro assicurando  una buona protezione contro i raggi UVA e UVB (15 o 30 spf). 
L' estratto di farro, combatte la glicazione delle fibre del derma per una pelle più soda,
Estratto di aneto, per una pelle più elastica al fine di spianare le rughe, ed un nuovo complesso anti-età (estratti di Farro , Salice Bianco e Acetato di Vitamina E) al fine di promuovere l'elasticità della pelle.
Glicerina e burro di Karitè nutrono e idratano la pelle.
Già dopo le prime applicazioni la pelle risulta totalmente rinata.


Ottimi sono anche i solari Shiseido ed in modo particolare il Sun Protection Compact Foundation SPF 30 in diverse tonalità, tra cui una molto chiara, anche se ritengo


opportuna l’applicazione nelle zone più delicate come il contorno labbra, mucose labiali e nella zona zigomi,  usare uno stick burroso a protezione  Spf 50+ come LA Roche Posay  Anthelios Stick 9G aree sensibili, Avène Sun Aree Sensibili Stick SPF 50, 8 g, mentre per per il contorno occhi esiste anche una crema Shiseido, solare con protezione 25.
Questo è un discorso che vale anche per chi è scuro di pelle proprio per prevenire ogni danno possibile.


Poi c’è chi come me,  non si reca in spiaggia per il timore di rovinare la pelle che cerco di proteggere  dal forte sole cittadino in tutti i modi possibili. Ho trovato da un triennio a questa parte un prodotto molto valido della Bakel Suncare spf 50 adatto anche al contorno occhi ricco, anzi ricchissimo di ingredienti attivi:
l’estratto di malto contrasta la degradazione delle fibre di collagene indotta dagli UVB;
le ceramidi garantiscono un’azione anti-age, insieme al burro di Karitè con effetto rassodante e nutriente.
Come tutti i prodotti Bakel  che  hanno  Zero sostanze inutili, il prodotto in oggetto è puro  poiché contiene 100% di  principi attivi  e non prevede la presenza di alcun tipo di eccipiente, quindi niente conservanti e coloranti, profumi, derivati dal petrolio, siliconi, o alcool.

venerdì 22 agosto 2014

" Passeggiando tra gli Aouds di P.MONTALE" (2)


Continuando questa carrellata tra gli Aouds di P.Montale non posso esimermi dal menzionare Crystal Aoud: assolutamente non impegnativo ma pieno di brio, l’Aoud si trasforma grazie alla mela verde, al melone e mandarino di Sicilia per esplodere nell’envol-lift iniziale in mille bollicine sulla pelle;
 lezioso, spiritoso, ma se vogliamo il più vivace ed estivo, con il passare delle ore si ammorbidisce parecchio grazie alla presenza di vaniglia e muschio bianco nelle note di coda. Indossandolo si ha come l’impressione di portare tutti i colori del mondo, anche se il tuo abito è bianco, trasmettendo quella che potrebbe essere chiamata la “Joie de Vivre”! E’ pura energia profumata e caleidoscopica. 



Alcuni anni fa ebbi la grande opportunità di conoscere e poter sentire “Deep Roses” appartenente alla Brown  Collection  di Montale introdotta sul mercato nel 2009, ma, e dico credo, non reperibile in Italia. Il cuore pulsante di questa fragranza è la rosa bulgara, e le altre note olfattive la vestono  sino a trasformarla in un’armoniosa e vibrante melodia.  Il mandarino verde conferisce un tono frizzante in apertura che pur persiste con il passare delle ore, nonostante la presenza di ambra e muschio bianco che delineano e regalano alla rosa bulgara e alla splendida peonia una vellutata delicatezza con una persistenza di due giorni e una proiezione assolutamente discreta. E’ innegabile che tale melodia olfattiva mi 

riporti alla mente un’altra rosa che poggia al centro della composizione olfattiva con accordi boisè-fruitè, quella di Monsieur Lutens: “Sa Majestè la Rose” (Christopher Sheldrake 2000).

lunedì 11 agosto 2014

Gli "AOUDS di Pierre MONTALE" (irrinunciabili compagni estivi)

Durante il periodo estivo sempre più sinonimo di caldo afoso, se per la maggior parte delle persone la proiezione e la persistenza degli eau de parfums aumenta prepotentemente divenendo ai più insopportabile a causa della forte sudorazione, per la sottoscritta il problema è stato sempre l’opposto, ovvero, non esiste profumo che  sulla mia pelle persista più di qualche minuto, almeno questo fino a qualche anno fa, quando ho scoperto un elemento olfattivo a me del tutto sconosciuto, l' aoud/oud/oudh o agarwood: una resina aromatica e scura tanto rara quanto pregiata e costosa, che si addensa e si incorpora  nel durame degli alberi che crescono nelle foreste del sud est asiatico, tra la Thailandia e la Cambogia. La   responsabilità del suo peculiare aroma è imputabile  ad  un fungo che cresce sulla corteccia quando viene infettata da un batterio particolare, anche se per sviluppare quell'aroma  occorrono due anni, e per la raccolta degli alberi ne occorrono altri otto per poi procedere dapprima alla macerazione in acqua dei trucioli di legno ed in un secondo tempo alla distillazione: è  un elemento talmente costoso da essere chiamato,
 L'Oro Nero della Profumeria! 

 Il suo profilo aromatico è unico, oserei dire greve e potente: boisèe, cuoiato, animalico, medicinale, uno degli odori più ancestrali del Medio Oriente,  ma sono proprio queste le caratteristiche che lo hanno reso nell’ultimo decennio il protagonista indiscusso della profumeria artistica (e non); per la sua grande versatilità si amalgama con  altre materie prime siano esse fiorite , fruttate o di altra natura, dando vita a composizioni olfattive di rara e inebriante bellezza,  fino al punto di evocare le magiche atmosfere  della cultura medio orientale così ben descritte nella famosa raccolta di novelle le Mille e una Notte.

mercoledì 6 agosto 2014

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giovedì 31 luglio 2014

"FORTIS" Philippe di Méo's Liquides Imaginaires (2011)

Profondamente impressionante, intensa e oscura: una delle fragranze più introspettive di tutta la linea,  capace di dominare le tenebre.

Mantiene quel che promette il liquido pregiatissimo frutto del genio creativo di Philippe di Méo, contenuto nel vetro che assume sfumature e colori diversi se ad attraversarlo è la luce, o lo si guarda da diverse angolazioni, anche se il tema dominante è sempre l’oscurità! 



Questo strano connubio di elementi olfattivi, tra incenso,   oud medicinale, cumino e cipriolo che caratterizzano le note di testa e permangono per tutto il successivo sviluppo della fragranza mi riportano alla tematica dell’angoscia continua e a quella dell’ossessione dell’auto-distruzione che s’impongono in tutta l’opera di Edgard Allan Poe, ed in modo particolare nella famosissima poesia “The Crow”, dove è lo stesso narratore  a gettarsi in questo processo in una forma di masochismo, e lascia che lo consumi e lo distrugga ("la mia anima fuori di quell'ombra che giace ondeggiando sul pavimento non si solleverà - mai più!"). Ciò che il corvo gli ha tolto così crudelmente è la sua solitudine, ma questa crudeltà emerge dalla volontà  dell'uomo stesso perché non sa desistere dall'interrogare il corvo. Egli è affascinato dalla risposta ripetitiva e desolata dell'animale “mai più”. Il narratore lo interroga continuamente, nella speranza che esso risponda "sì", o forse, contro ogni desiderio positivo, nella speranza di sentire un altro "no".
Il corvo sembrerebbe essere un’allucinazione,e anche se di fatto è reale, ciò non toglie che il narratore non abbia alcuna allucinazione.
Forse è quella perversa allucinazione che si accompagna a chi non solo ha inalato le note particolarissime di Fortis, ma che in preda all’ossessione di auto-distruzione si è spinto nella sua follia sino a trangugiare l’intera pozione…


 D’Altra parte è lo stesso Philippe di Méo  a sostenere che le sue creazioni olfattive riguardino l’esoterico  interpretandole come corpi volatili che facilitano il passaggio dal mondo reale ad un universo immaginario, forse proprio  come quello di Edgard Allan Poe, al fine di espellere tutti gli spiriti maligni per poi rinnovarsi nella reincarnazione….

lunedì 28 luglio 2014

"IRIS SILVER MIST" by Serge Lutens 1994


Senza alcun dubbio non è una fragranza di facile approccio, soprattutto per coloro i quali non amano quelle atmosfere così lugubri e gotiche descritte in modo sublime da poeti come Edgard Allan Poe, ma anche da Emily Bronte con il suo primo e  unico romanzo Cime Tempestose (scritto tra il 1845-1846 e pubblicato nel 1847) che all’inizio fu accolto con molta freddezza dai critici sia per la nuova struttura   a “matriosca” sia  per  l’effetto finale della distruzione e morte causato dalla gelosia e dallo spirito di vendetta non solo di due vite quella di Catherine e Heathcliff ma  la passione dell'uno per l'altra è così violenta, assoluta e indomabile da far giungere all'annientamento della felicità sia degli Earnshaw che dei Linton. Alla psicologia dei personaggi fa da sfondo la brughiera del North Yorkshire, selvaggia e indomita, così magnificamente e minuziosamente descritta dalla poetessa  al punto da poter sentire (leggendo) nell’aria l’odore della bruma e di terra umida che connotano le pianure dell’Inghilterra del Nord e dove alla fine si ricongiungeranno le anime dei due personaggi liberi di potersi amare di nuovo e correre nella brughiera tempestosa.
Iris Silver Mist  per me è tutto questo, è una fragranza che porta dentro di sè questo “pathos”  che caratterizza il “soprannaturale” per  l’evoluzione che la pervade: all’inizio la sensazione è quella della terra umida e smossa che ricopre le bare degli amanti infelici, ma è solo per pochissimi istanti, perché poi il rizoma dell'iris assume delle sfumature completamente diverse, evolvendosi in modo tale da perdere quella patina terrosa attraverso nuovi accenti olfattivi e speziati  come i chiodi di garofano, il  legno di cedro, sandalo, benzoino  e incenso bianco.  
E' una delle rarissime volte in cui Monsieur Lutens  non si avvale della collaborazione di Christopher Sheldrake ma del grande  Maurice Roucel . 


domenica 27 luglio 2014

"PSYCHOTROPE" (PG, 2009,Private Collection)



Fuori il freddo è pungente e migliaia di aghi di ghiaccio sembrano trafiggere non solo la mia pelle, ma il mio cuore addormentato ed ormai intorpidito in un lungo letargo senza fine.


Muovo i miei passi sulla neve ovattata e silenziosa, mi faccio strada tra alberi ormai resi scheletrici a causa della stagione invernale, ed ecco che nascosta da un cespuglio di rovi trovo quella porta segreta in ferro battuto così finemente decorata che mi condurrà nel “mio giardino d’inverno”, sconosciuto agli occhi del viandante, ma a me così familiare.

La differenza di temperatura all’interno del "giardino d'inverno" a causa del vapore acqueo non fa che esaltare il profumo dei miei guanti in fine  nappa nera   che  sfiorano dolcemente lillà, viole e gelsomini diventando un tutt’uno con il pellame del guantino grondante acqua per effetto della neve che si è sciolta.
In lontananza una sedia bianca a dondolo mi aspetta, ed è lì che mi cullo all’ombra dei ricordi di un tempo passato e ormai antico e che mai più ritornerà.

Trovo che di Psychotrope  si è parlato poco o nulla a discapito di una delle fragranze più moderne e poetiche che abbia mai sentito: un floreale- cuoiato -acquatico  ovvero una combinazione di elementi del tutto insolita ma che si sposano tra loro in modo sublime, molto probabilmente grazie alle tecniche moderne di lavorazione delle materie prime introdotte da Monsieur Guillaume, che con questo profumo voleva dar vita ad un fiore con petali di pelle!


Nell'envol-lift iniziale questa fragranza psicotropa si apre con  una coltre fumosa che non abbandona il profumo in tutta la sua evoluzione per poi lasciare il passo a delicate note acquatiche e limpide intrise di lillà, gelsomini e viole, solo con un leggero sottofondo fumoso che comunque permane.

Forse non avrà una grande proiezione, questo è certo, ma possiede un sillage a dir poco portentoso. 
Immagine tratta dal film Cherìe