domenica 19 aprile 2020

Lost in Heaven by Francesca Bianchi (Accadde in Paradiso 1987)

- Ally: Tutto quello che immagini esiste e tutto quello che è in Paradiso prima o poi ritorna sulla terra: non si perde niente, capisci?
- Ally: C’è una donna speciale nella tua vita?
- Elmo: Si c’è, naturalmente. Ma non l’ho ancora incontrata



Photo Credit by Claudia Umeton

La Parfumeur Francesca Bianchi durante il Pitti del 2019 insieme al The Black Knight, fragranza oscura, complessa e gotica ispirata al condottiero Giovanni dalle Bande Nere, ha presentato la sua nona opera olfattiva  Lost In Heaven, dal significato onirico e subliminale dominata dal tratto  che contraddistingue  le suo opere olfattive: il perfetto equilibrio tra opulenza floreale e la spiccata sensualità di note animali e speziate.

Indossandolo mi sono persa languidamente in un momento di sogno, lasciandomi pervadere da una grande emozione, la stessa che ho provato nel guardare le immagini di un film romantico-fantastico  del lontano 1987 che sembra quasi per incanto ripercorrere ciò che ha ispirato Francesca!

Anni 40, Mike perde la vita annegando, mentre cerca di salvare dei bambini da un incidente stradale. Si ritroverà come Spirito  in Paradiso dove scoprirà che la reincarnazione è possibile e che esistono angeli non nati,  grazie ad Annie, di cui si innamorerà perdutamente e incondizionatamente. Nonostante i due spiriti decidano di sposarsi Annie sarà costretta a scendere sulla Terra per incarnarsi nel corpo di Ally. A Mike viene dato un ultimatum, gli verrà consentito di rinascere sulla Terra in modo da poter rintracciare Annie, ma avrà solo trent’anni per ritrovarla e non sarà facile.
Mike in Paradiso come spirito, da un lato ha trovato l’amore incondizionato e l’innocenza incontaminata ma nel momento in cui tornerà sulla Terra assumendo l’identità di Elmo si ritroverà  a trascorrere i suoi giorni (l’onere delle vita) come bambino infelice e solo,  vivendo una giovinezza tormentata ai margini della società e senza avere minima contezza del ricordo del suo grande amore.  

Questa dicotomia che è parte di ogni essere umano viene tradotta da Francesca in modo sublime, liberando il lato “emozionale” attraverso un afflato leggermente agrumato di pompelmo e mandarino verde nelle note di testa, per poi esplodere in un cuore floreale di note paradisiache come l’assoluta di fiori d’arancio e gelsomino, assoluta di Ylang-Ylang, la croccante magnolia e la mimosa nella sua maestosità e potenza che sovrasta quasi tutte le altre note, attraverso la morbidezza dell’eliotropio che si insinua nel bouquet floreale dolcemente,  insieme al Rizoma di iris, e nuances di fava tonka e legno di sandalo. La parte “terrena” che tocca la fragilità della condizione umana  è rappresentata dal fondo della fragranza anche se  a tratti sfiora impudentemente  il suo cuore attraverso calde sfumature speziate come il cumino, coriandolo e cannella  e note animali di cui Francesca è grande maestra con la Ricostruzione del Muschio Tonkino, assoluta di cisto, castoreo, labdano, cera d’api, ambra grigia, patchouly e vetiver.

Dopo trent’anni pur essendosi sfiorati più volte i due protagonisti Mike e Annie si rincontreranno e si innamoreranno di nuovo  ritornando in Paradiso per sempre. E’ il sogno di tutti noi che desideriamo vivere la stessa storia di Mike ed Annie: noi esseri imperfetti, solo unendoci alla nostra anima gemella potremo essere felici attraverso l’unione di due anime che si riconoscono in questa vita dopo essersi amate in uno spazio temporale differente. Lost in Heaven fragranza sublime e surreale, incarna a perfezione questo sogno.




domenica 5 aprile 2020

Œillères Roberto Greco Perfume: un fiore di rara e macabra bellezza




Da grande estimatrice di pellicole d’horror d’autore come quelle del Maestro Guiellmo del Toro, la sua fotografia pur essendo oscura e macabra mi spingeva a guardare oltre, a vedere e a cercare la luce nelle tenebre provando un grande senso di bellezza senza pari,  lasciandomi  del tutto ammaliata, come nel  “Labirinto del Fauno” in un mondo fantastico di creature sotterranee e spaventose eppur di grande attrattiva.
  Può un’immagine che lascia sconvolti a causa della sua bruttezza-bellezza tradursi in un odore, o meglio in un profumo?

Roberto Greco,  fotografo  Svizzero, di origini italiane e ormai stabile a Parigi , ha dimostrato che l'impossibile  è possibile, e dopo alcuni tentativi durante una Sua Mostra del 2014, non andati proprio a buon fine, ha pensato che in questa sua ricerca particolare solo un parfumeur  come Marc-Antoine  Corticchiato sarebbe stato in grado di portare a termine questa sua idea, e ben 88 prove sono state necessarie (30 giugno 2016)  per imbottigliare quell’odore legato a quella potenza macabra e onirica della sua serie di scatti a partire da un fiore (strelizia)  ancora vivo  abbandonato nel pattume della strada: dal punto di vista filosofico ciò che ha voluto dimostrare Roberto Greco è che da quella luce che filtra da un  paraocchi (da qui il nome di "Œillères), da cui si intravedono solo  pochi dettagli che possono dare l'impressione di essere   di cattivo gusto,  a mano a mano che il paraocchi si apre giunge luminosa e pura la bellezza di ciò che è considerato sgradevole.


Proprietà esclusiva Roberto Greco
Vedere la bellezza dove si pensa di non poterla trovare, in queste nature morte, agghiaccianti ma impressionanti per tutto quello che rappresentano.
Roberto Greco pertanto ha dato una direzione precisa al Parfumeur Corticchiato, cominciando dall’Incenso Spezie e Resine, ma allontanandosi dalla serie di foto, poi si è pensato  alla Gardenia che doveva essere molto particolare, anche se sulle numerose prove fatte su richiesta di Greco, Corticchiato  ha infine creato un fiore che non sapeva di fiore, ma un’intenzione di fiore di pelle, di cumino, muschi, polline e miele nelle note di testa, un profumo, o meglio un odore di corpi nudi  marmorei quasi fossero cuciti  insieme  a disegnare l’iride di un occhio dall’alto (Vedi Hannibal serie tv) , con note di ginestra dal  gusto retrò e poi attraverso note di camomilla arrotondate e ammorbidite da Fava Tonka ed heliotropio, simulando note animali, ma senza zibetto o castoreum,  con la presenza di assoluta di fieno, arida, secca, quasi arsa, utilizzando tanto Stirax  da acquisire proprio la sfumatura  dell’incenso come se fosse olibano, con un effetto di cera  come di candela spenta, conferendo accenti minerali e fungini ai corpi nudi fotografati e legati tra loro.


Proprietà esclusiva Roberto Greco
Proprietà esclusiva Roberto Greco



Sentire il profumo di "Œillères" é un’esperienza mistica, unica: inizialmente l’impressione che si ha è quella affogare nel fango, come essere ingoiati dalle sabbie mobili, ma  si è così legati alla vita  e alla sua bellezza a  volte oscura così terrificante, da tornare lentamente alla luce, per poi fuggire via dagli altri corpi legati insieme in un tutt’uno pauroso, ma magnifico.  "Œillères" è un profumo molto aromatico, in extrait, non eccessivamente cuoiato, e ha una grandissima persistenza e proiezione, e poi dopo molte ore la bestia sulla mia pelle si trasforma completamente attraverso sfumature chyprèe. 

Immagine tratta dalla Serie Tv Hannibal