martedì 13 ottobre 2020

La Musa..... di Cristian Cavagna. La Tuberosa Secondo Me. Preview I parte

 

Serra di Laeken straordinario esempio di Art Nouveau 


Alla scoperta della tuberosa, vero e proprio paradigma del mio stile, voglio cercare di evidenziare gli elementi più innovativi e le infinite interpretazioni. Presenza costante che corre come un fil rouge lungo tutta la mia vita , la tuberosa è il segno del mio stile come la camicia per Ferrè (Cristian Cavagna)

Sono trascorsi ben più di due anni e oltre 50 tentativi, da quando Cristian, insieme al Suo Maestro e 
Mentore Arturetto Landi, ha messo mano (o meglio “naso”) a quella che doveva essere la sua unica e sola Tuberosa: la “Musa………..,,

Non costituisce mistero per nessuno la grande passione che Cristian ha nutrito in tutti questi anni per il fiore bianco dall’effluvio ipnotico di cui possiede una ben nutrita collezione a partire da Blonde di Versace (1995), Fragile di JPG di Francis Kurkdjian (1999), Chloè(1975), Fracas di Germaine Cellier(1948), Tubereuse Criminelle di Serge Lutens (1999), la preziosissima ed esclusiva tuberosa di Jar, Bolt of Lightning (2001), la Tuberosa di Roja Dove 2016, l’unico parfumeur ad utilizzare ancora la tecnica di estrazione dell’enfleurage per la tuberosa, e molte altre.

Compiendo  quella che al cinema viene  definita una ellissi temporale, ovvero un passo indietro nel tempo, nella vita di Cristian abbiamo modo di comprendere quanto immensa sia stata l’influenza dei grandi Stilisti nella sua formazione olfattiva, poiché pur essendo stato sempre un appassionato di profumi egli è stato in primo luogo un Fashion Addict collaborando  negli anni ’90 con l’agenzia di modelle frequentata dalle Super Top[1] che sfilavano per i grandi couturiers dell’epoca.

Parigi 1995, Grand Hotel Intercontinental:  Cristian in prima fila tra il pubblico era in trepidante attesa per la sfilata di Dior Haute Couture spring-summer 1996, interamente disegnata  dall’Architetto della Moda Gianfranco Ferrè[2]: il clima era decisamente febbrile, l’emozione palpabile ed ecco che in un crescendo di applausi scroscianti  ,dopo un ritardo imprecisato,  arrivare le Super Top, le Muse riconoscibili solo dalla camminata e dalle movenze sinuose,  che alte, ieratiche e irraggiungibili, un po’ come le donne di Alfonse Mucha, attraverso una esplosione di crinoline e tessuti fruscianti, interpretavano con la loro personalità vestiti unici in una sfilata che abbandonava di tanto in tanto la saggezza di un non colore per esplodere in un verde smeraldo ovvero  “la Musa…., nello stesso attimo in cui  risuonavano note e parole di Matthaus Passion di Johan Sebastian Bach[3]  mentre l’aria circostante si riempiva di profumi, quelli della miriade di fiori che  situati ad arte  costituivano la scenografia di quello che in quegli anni poteva essere definito un vero e proprio show. 

Dior Haute Couture Spring-Summer 1996

Fu così che Cristian  attraverso la sua indimenticabile esperienza capì che la sua tuberosa dovesse ispirarsi al verde brillante voluto da Gianfranco Ferrè nella sfilata di Dior con particolare riferimento all’Arte Floreale per eccellenza, ovvero all’Art Nouveau oggetto del suo studio in questi ultimi due anni. Più di cinquanta prove sono state necessarie per arrivare alla costruzione olfattiva della “Musa…. che ha visto Cristian elargirsi in un impegno costante e a tempo indeterminato.                                                                                       







Gianfranco Ferrè amante dei fiori bianchi sarà anche colui che darà ispirazione a Cristian, per proseguire la sua collezione di tuberose. Attraverso il volume-catalogo di Gianfranco Ferrè: La Camicia Bianca Secondo Me[4] che propone diverse modalità di analisi e di lettura della camicia bianca  definita da lui stesso "segno del suo stile", Cristian arriva alla conclusione di sposare un progetto assai ambizioso, ovvero che così come l’architetto della moda ha dimostrato a tutti i noi  che una camicia bianca può diventare una impalcatura, una scultura, un pezzo unico oppure un abito a seconda della stoffa utilizzata, sportivo ma estremamente elegante, Cristian ha capito che doveva mostrare alle persone che cosa intendesse per tuberosa rendendo giustizia al fiore bianco  per eccellenza come fosse una camicia, una scultura modellandola in diverse nuances  ed in diversi temi,rendendola straordinaria   con lo scopo precipuo di non snaturarla, salvaguardandone l'identità

 "La Tuberosa secondo me", composta da sette estratti, ovvero sette diverse interpretazioni della tuberosa , come sette sono le lettere di Adjiumi, chiara manifestazione della creatività di Cristian  rinvenendo la sua maggior fonte di ispirazione non solo nel libro ma anche nella grande mostra tenutasi a Milano  su Gianfranco Ferrè a Palazzo Reale nel 2015.


 

Continua............

 



[1] Naomi CampbellLinda Evangelista, Christy Turlington,  Claudia Schiffer, Eva Herzigova e Stephanie Seymour. Elle Mcpherson, Carla Bruni, Cindy Crawford, Karen Mulder,Nadja Auermann, Helena Christensen Yasmeen Ghauri, Nadege, Kristen Mcmenamy……..

[2] In questo caso Gianfranco Ferrè copriva gli abiti con teli bianchi fino all’ultimo momento, quindi tutto doveva rimanere segreto, e le modelle come fantasmi si aggiravano tra  corridoi e camerini.

[3] La Passione secondo Matteo è una composizione sacra di Johan Sebastian Bach. E’ la trasposizione musicale dei capitoli 26 e 27 del Vangelo secondo Matteo nella traduzione tedesca di Martin Lutero

[4] ll volume-catalogo edito da Skira con la direzione artistica di Luca Stoppini sono il risultato della collaborazione tra la Fondazione Museo del Tessuto di Prato e la Fondazione Gianfranco Ferré. Concepiti con l'intento di mettere in luce il talento creativo e la progettualità dello stilista,