domenica 18 novembre 2018

"Hysteric" di Laurent Mazzone: "i sogni ad occhi aperti sono notturni balli in maschera"


 "La notte diventa uno scudo quando il cuore mistico desidera armarsi di peccati                                            Nera fiorisce la rosa in una valle oscura                                                                  L'oro assolutamente isterico”

Photo Credit by me, composit by Marina Fedeli

Il Parfumeur Laurent Mazzone  nato nel cuore delle Alpi francesi, attraverso la sua ultima e inebriante creazione olfattiva Hysteric , mette a frutto tutta la sua maestrìa, risultato di un lavoro costante che riflette la sua vita ed il desiderio di trasferire tutta la propria esperienza, cuore e spirito all’interno della creazione stessa: una fragranza atemporale e  brillante, quasi come fosse scolpita nell’oro, al di fuori di tutto ciò che è ordinario, seducentemente nuova, di una profondità stupefacente e voluttuosa. 

Qui scomodiamo persino la psicoanalisi con “Doppio Sogno” di Arthur Schnitzer (1926) cui si è ispirato  Stanley Kubrick  nella sua opera ultima Eyes Wide Shut (1999):  un racconto chiaroveggente, immerso in un incanto surreale.
Un ballo in maschera, apparizioni, parole incomprensibili eppure allusive  gettano un’ombra di libertà, pericolo e avventura nella vita di un medico e sua moglie, giovani e belli,  rinchiusi e protetti in una ovattata felicità domestica: affrontano un viaggio liberatorio negli abissi della Coscienza[1]
Non è  altro che la parabola del travaglio psicologico di un uomo e di  una coppia che cercano di ritrovare la perduta serenità, spalancando gli occhi sull’ambivalenza che fa parte di ogni essere umano e quindi di ogni matrimonio. Attraverso un sapiente gioco di specchi  e forti simbologie, nel fascino del metodo Kubrick, perfette emanazioni del suo stile, mostra come le realtà immaginate e sognate non siano mai molto distanti dalla realtà tangibile e come “nessun sogno è mai soltanto un sogno”.

Hysteric  in extrait de parfum è di una bellezza che mi ha sconvolta, riportandomi alla memoria  tutte quelle sfaccettature della profondità dell’animo umano e del viaggio reale e al tempo stesso onirico di Bill, interprete principale di Eyes Wide Shut, che quasi sul finire di una nottata piena di misteriose coincidenze ed enigmi si trova di fronte una realtà occulta e inquietante in cui uomini e donne si accoppiano all’interno di indecifrabili rituali, Bill verrà poi convocato dall’officiante del convito orgiastico, che dopo averlo messo alla prova, capisce di trovarsi di fronte ad un impostore e mentre si appresta a punirlo viene riconosciuto e avvertito. La buia notte di New York lo avvolge piena di oscuri presagi e avvenimenti. Nel momento in cui Bill farà ritorno a casa, capirà che è arrivata l’ ora di rivelare alla moglie  tutta la sua ambivalenza, liberandosi dalle tante ansie più profonde. 


Immagine tratta dal film di Stanley Kubrick "Eyes Wide Shut"

Immagine tratta dal film di Stanley Kubrick "Eyes Wide Shut"
Hysteric, è un ius orientale gourmand aromatico e unisex, sensuale e molto sofisticato, come in un telaio intessuto in oro fanno da sfondo sottili note agrumate di mandarino e bergamotto, in un intreccio di whisky, semi di caffè e di cacao nella loro indistinta purezza e in un accordo di tiramisù. La fragranza non è per nulla scontata: rotonda, avvolgente e sconvolgente al tempo stesso per l’immensa evoluzione che ne sottolinea la purezza! Si farà strada un raggio abbagliante di luce nel buio profondo:  l’essenza di una rosa fresca e virginale insieme al gelsomino. Grande persistenza proiezione e sillage, ma soprattutto grande evoluzione.


L’estratto con un pack magnifico in nero e oro è unicamente presente in 100ml.
Note di Testa: Mandarino,  Cardamomo, Bergamotto
Note  di Cuore: Gelsomino, Rosa fresca, Accordo di Tiramisù, Whisky.
Note di Fondo: Patchouli, Semi di Caffè, Semi di Cacao




[1] Nota su “Doppio Sogno” appendice ad Arthur Schnitzer  di Giuseppe Forese

lunedì 29 ottobre 2018

"Fàra di Antonio Alessandria":un profumo, un ricordo, una estate.........



Il mio  vuole essere un omaggio alla Trinacria,  terra dai mille contrasti e sfumature, dalle armonie più  sublimi attraverso i suoi paesaggi  dipinti dalla natura, dalla storia e dai suoi profumi E’ uno specchio fedele della vita, un contenitore di emozioni  da cui hanno tratto ispirazione  grandi narratori siciliani quali Verga, Pirandello, Sciascia e Tomasi di Lampedusa.


Fàra sulla piuma a Milano in occasione di Esxence 2018 durante i lavori preparatori del profumo
La Sicilia è  anche la terra che ha dato i Natali ad Antonio Alessandria che esprime la sua arte attraverso opere olfattive  che si raccontano da sole: l’ultima sua creazione  che prende il nome di "Fàra"  è evocativa delle lunghe e calde estati siciliane, quando le persone stremate dal caldo e madide di sudore si recano assetate presso quei chioschi tipici, unica fonte di ristoro da temperature che non lasciano scampo, ove la fretta di abbeverarsi fa sì che parte del succo di limone salato si mescoli al sudore dei corpi denudati per tanto calore.


Correva l’estate dell’85 e  ancora non sapevo quanto fossi fortunata  a trascorrere i giorni della gioventù spensierata in una città, considerata da tutti un tempo la Perla dello Ionio, con le sue spiagge sconfinate di Mortelle dopo i laghi di Ganzirri di cui ricordo i sapori, gli odori, i posti segreti, ed i suoi inconfondibili paesaggi.  Non c’è nulla di più evocativo di un profumo,e quando nell’aprile di quest’anno ebbi modo di sentire Fàra a Esxence su una soffice piuma che nel caldo della fiera fluttuava rimandandomi il profumo del limone  frizzante insieme ad una insolita nota di cumino, con la mente ho viaggiato negli anni felici delle estati folli passate tra Messina e Taormina,  a quelle giornate afose che non davano requie nemmeno durante la notte. Noi  giovani ragazzi avevamo l’argento vivo addosso, nonostante il caldo, e i bagni che si consumavano tra Scilla e Cariddi  attraverso le forti correnti del mar Ionio e Tirreno, luoghi ricchi di suggestione e fascino  proveniente da antiche leggende. Spossati ci recavamo a Piazza Cairoli  vero salotto della città di Messina, luogo ideale di tanti incontri, presso l’unico chiosco antico, risalente all’800 dove letteralmente arsi dal sole e coperti di sudore godevamo come pazzi nell’abbeverarci  con quelle bibite del chiosco a base di limone, menta, sale e seltz, le cui gocce ricadevano  sui nostri corpi sudati a dar vita ad un profumo particolare con note animali profondamente seduttive. 
Chiosco ottocentesco nella centrale Piazza Cairoli di Messina




Questo è Fàra del  talentuoso Parfumeur Antonio Alessandria che adesso ho sentito nella versione definitiva: è una fragranza agrumata unisex, ma decisamente particolare, ove il cumino durante l’evoluzione olfattiva sembra appropriarsi di altre note come la magnolia, l’incenso ,l’ambra ed il muschio animale che fanno da sfondo mentre l’agrume prepotente insieme al lime alla menta  speziata e sale si dipanano per tutta la durata del profumo: un agrumato molto sexy  atto a combattere il grigiore dei primi giorni di novembre.

lunedì 17 settembre 2018

"Love Tuberose" di Amouage (Secret Garden Collection)


Immagine tratta da Fragrantica.it


L’ultima fragranza scaturita dall’estro creativo del direttore artistico di Amouage ,Christopher Chong, costituisce a tutti gli effetti il capolavoro, e non poteva essere altrimenti, della Secret Garden Collection,  ove protagonista assoluta come una prima ballerina  che incarna la seduzione femminile, è la tuberosa, contornata da una compiacente gardenia insieme all’inebriante gelsomino, e un accordo chantilly e vaniglia che conferiscono ai fiori bianchi  intensità e cremosità , senza mai cadere nella stucchevolezza grazie al finish elargito dal legno di cedro e al sandalo. 

Fragrantica.it


"Giselle",  apoteosi del balletto romantico rappresenta alla perfezione quell’amore idilliaco racchiuso in Love Tuberose, un amore che secondo la mitologia dei popoli slavi , faceva sì che le fanciulle tradite e abbandonate prima del matrimonio (le Villi), divenissero spiriti vendicativi, crudeli  e spettrali che vagavano  nella notte  alla ricerca  di chi le aveva tradite, costringendoli  a danzare sino alla morte.



Giselle riesce a fondere universi contrastanti e apparentemente inconciliabili: in scena, la giovane e ingenua ragazza innamorata, si trasforma in uno spirito luminoso dalle sembianze angeliche,   cogliendo nel modo migliore quel clima di amore, dolore, sogno, morte ed espiazione che era di continuo esaltato dalle storie per lo più tragiche del melodramma romantico. La protagonista è il solo personaggio che tiene fede ai buoni sentimenti, in un mondo fatto di inganni e gelosie. Giselle non è vendicativa, come le sue compagne di sventura, le Villi: è l’unica capace di perdonare”. Questa umile contadina che, per amore, perde la ragione e  dopo la sua morte ritorna come un’ombra dall'Altrove a proteggere colui che ama, possiede un grande potere di seduzione  e danzando con lui per tutta la notte  riesce a salvarlo da una morte certa.

                           Alessandra Ferri and Mikhail Baryshnikov - Giselle second act II pas de deux (1977)

 Love Tuberose è una fragranza che dal punto di vista simbolico, rispecchia appieno  il puro sentimento di  Giselle nei confronti di Albert suo solo e unico amore. Anche dal punto di vista visivo lo splendido tutù  di un bianco virginale che Giselle indosserà per tutto il secondo atto rivela il candore della sua anima.


lunedì 10 settembre 2018

"The Lover's Tale" di Francesca Bianchi: quando si è prigionieri delle passioni.........




Grazie all’amicizia che mi lega alla parfumeur Francesca Bianchi sin dall’inizio dei suoi primi lavori, ho potuto godere in anteprima della sua quinta opera olfattiva che verrà presentata  venerdì 14  settembre per  Pitti Fragranze n. 16 : " The Lover's Tale"  

L’idea di Francesca Bianchi è quella di un rimando al Cuir De Russie del 1924 di Chanel, ma  se l’opera di Ernest Beaux è frizzante e floreale con una nota cuoiata che sulla mia pelle fa solo timidamente capolino, l’interpretazione di Francesca è forte ed esplosiva, con una potenza deflagrante,  ove protagonisti incondizionati e incontrastati sono: il cuoio ed il preziosissimo Gelsomino Egiziano  onde creare un accordo narcotico ammorbidito da una rosa talcata,   insieme al castoreum ed il labdanum.  La fragranza è molto trasgressiva così    come nel 1974 lo fu il film di Liliana Cavani: Il Portiere di Notte  che vede i due protagonisti  vittima e carnefice legati  da una passione irresistibile quanto proibita.  
Scena tratta dal film Portiere di Notte di Liliana Cavani 
                                                                                                                 
  Nel 1957,  anni dopo la seconda guerra mondiale ,  in una cupa e livida Vienna si incontrano per  casualità Lucia, una ex deportata ebrea sopravvissuta al campo di concentramento ed il suo aguzzino Maximilian che, sotto falso nome, lavora come portiere di notte in un albergo di  Vienna:  Max è ancora ossessionato dalla passata relazione torturatoria,  ambigua e perversa   nota anche come Sindrome di  Stoccolma .   I due    subiscono reciprocamente un'attrazione incontrollabile mettendo in  atto la contraddizione tra ragione e sentimento, che li porterà a legare i loro destini nonostante il passato oscuro che entrambi condividono, una passione, ossessione che si fa sempre più eccitante  alimentata dal pericolo rappresentato dai camerati di Max che non sembrano cambiati affatto nel loro atteggiamento da nazisti fanatici. Max e Lucia divengono nel film i due iniziati che percorrono un processo di purificazione  Il film è infatti una lotta estenuante tra forze opposte (giorno/ notte, luce/ oscurità, assunzione delle proprie responsabilità/vergogna, portare alla luce/nascondere) che tentano una risoluzione, mettendo in scena le contraddizioni tra ragione e sentimento: pudore e passione
Scena tratta dal film Portiere di Notte di Liliana Cavani 


  Come tutti i lavori di Francesca, The Lover's Tale è ricco di materie prime naturali, e la base cuoiata insieme al castoreum  è di una raffinatezza unica sebbene sia ben presente la nota animale,  pur se in modo  ricercato ed elegante.  Le altre note presenti nella fragranza come eliotropio, burro d’iris  (signature della parfumeur) e rosa bulgara  scaturiscono solo nell’evoluzione finale  allorquando si spegne la potenza del cuoio quasi a sottolineare la redenzione dei due amanti.
La nuova opera olfattiva di Francesca Bianchi si presenta come le precedenti in 30  ml di extrait de parfum 
bergamotto, miele, mimosa, aldeidi
gelsomino egizano, rosa bulgara, eliotropio, pesca, burro d’iris, cuoio, muschio, castoreum, labdanum
sandalo, vetyver, muschio di quercia.



lunedì 23 luglio 2018

I nuovi Amouage: "Imitation Woman", "Imitation Man"

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Con  Imitation Woman e Imitation Man , i cui nomi sono ispirati alla pop-art di Andy Warhol, Chong, il Direttore Creativo di Amouage,  evoca dal punto di vista olfattivo l’inizio di un’era sfrontata, trasgressiva e ricca di eccessi,  anche attraverso i colori al neon dei flaconi di una città dinamica che non dorme mai.


Chi è che non ha mai sentito parlare dello Studio 54 di New York? Il più ambito, trasgressivo locale  glamour che ha segnato un’epoca, quella della fine degli anni 70 e gli inizi  dei primi anni 80,  frequentato  da stelle del cinema e del pop come Andy Warhol, Liza Minnelli, Liz Taylor, Richard Gere , Diana Ross, Michael Jackson, Truman Capote, Salvator Dali, Jackie Kennedy Onassis e John Travolta, ove si esibivano dal vivo artisti della portata di Donna Summer,Stevie Wonder, i Village People e Gloria Gaynor  solo per citarne alcuni. 

Lo Studio 54, segnò un vero e proprio punto di svolta poichè era considerato il tempio mondiale della disco music e in quel periodo a New York non si parlava d’altro, nel bene e nel male, ovviamente, poiché c’erano coloro  che odiavano la disco music. 
La cosa davvero interessante, però, era anche che il rock, così amato dal pubblico intellettuale, nella realtà era molto macho e quindi molto poco progressista, mentre l’odiata disco vedeva per la prima volta l’affermazione del pubblico gay: drag queen, look estremi, sensualità. Per paradosso lo Studio 54 era una sorta di zona libera,  zona franca,dove poter essere se stessi senza nascondersi. (Giorgio Moroder)

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Imitation Woman è una scintillante e aldeica esplosione di ribes nero aspro e succoso   che insieme ad una base di liquirizia costituiscono quasi un omaggio al modo in cui la inimitabile e grintosa pantera nera Grace Jones afferrava il microfono per cantare:  complice un’atmosfera, oscura e inquietante quasi infernale attraverso  una nebbia  verde veleno ad evocare gli iconici anni ‘70 e ‘80 ove splendide modelle dalle movenze sensuali, vestite solo dalla loro pelle nuda cosparsa di sudore  con pettinature cotonatissime e labbra glossate al loro passaggio liberavano nuvole di lacca ed il profumo di una fragranza aldeidata molto in voga a quei tempi: Charlie. Dopo diverse ore il ribes e le aldeidi vengono divinamente accarezzate da note floreali di rosa, ylang-Ylang, gelsomino e fiori d’arancio, mentre tra le note di fondo, legno di sandalo e incenso svetta il patchouli protagonista incondizionato della fragranza insieme al Ribes nero frazionato in più nuances, come un origami creato dal più sapiente artigiano giapponese e alle aldeidi: sul finale dell’evoluzione, la fragranza cambia completamente con un delicatissimo bouquet di note floreali che insieme al sandalo, rimangono per ore sulla pelle. Persistenza e proiezione di Imitation Woman sono alle stelle!

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Imitation Man è divino come il primo, perché non solo è splendido, ma particolare: è un chypre cuoiato  e vinilico che riporta alla mia memoria la passione per l’odore dei dischi a 33 giri, ma anche degli stessi strumenti, casse comprese attraverso  cui si concretizzava il suono della musica in tutta la sua bellezza. La fragranza si apre in maniera vibrante attraverso il cedro frizzante e note speziate come la noce moscata e pepe nero,   con tocchi vinilici e vellutati, di polvere di giaggiolo, rosa turca  e violetta insieme ad una nota di iris con un sentore legato a quello della terra.
 Imitation Man è una fragranza ove i contrasti si accendono e intrecciano tra loro, in un un fluttuare di note polverose, a tratti morbide e rotonde grazie alla mirra, ma anche animali ove il cuoio si incastra delicatamente con la rosa. 

Questa è la fragranza che forse avrebbe indossato il grande e compianto David Bowie, il Duca Bianco, con le sue movenze, il suo fisico androgino, i tratti del viso affascinanti  e una voce che rimarrà per sempre unica e inimitabile.


sabato 16 giugno 2018

"Music For A While": Carlos Benaïm per Frédéric Malle Editions de Parfums

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Music, music for a while
Shall all your cares beguile.
Shall all, all, etc...
Shall all your cares beguile
Wond'ring, wond'ring
how your pains were eased, eased, eased

Nuova, moderna, accattivante, stravagante o meglio eteroclita l’ultima fragranza che Carlos Benaïm  ha creato per Frédéric Malle, un profumo insolito, ardito come la bellissima lirica  barocca del compositore inglese Henry Purcell (1658-1695) da cui prende il nome,  dotata di una profondità emotiva e un’armonia audace per l’epoca in cui fu composta.

Se per l’industria olfattiva "Music For A While" rientra nel ramo “orientale” personalmente la considero una composizione   emozionante e inusuale a cui noi comuni mortali non siamo adusi.


 E’ l’ennesima trasfigurazione molto ben riuscita della lavanda nella “profumeria moderna” qui protagonista in tutte le sue sfaccettature attraverso un caleidoscopico intreccio  di note amene  dapprima  golose e polpose grazie al tocco del limone, mandarino, arancio e ananas, per poi assumere quasi una veste vegetale, terrosa e canforata attraverso la stretta dell’oscuro e  ruvido patchouli  nutrendo l’impressione di essere  quasi un personaggio di un film in bianco e nero di Hithchcook   nelle vorticose evoluzioni in un mutare continuo di note che solleticano e accarezzano il nostro corpo e i nostri sensi in un turbinio di raffinata sensualità fatto di ambra, vaniglia e lavanda che di volta in volta  assume connotazioni differenti, con una longevità e un sillage durevoli.
 Un profumo per chi vuole osare e intraprendere un cammino diverso e non stereotipato, ed un viaggio attraverso una nota molto conosciuta ed utilizzata in profumeria ma qui orchestrata in modo magistrale al pari della lirica di Hery Purcell.

martedì 22 maggio 2018

Brera6_Perfumes: Hesperia, Liberty, 60MPH Club II ed ultima parte


Hesperia
Una fragranza che prende il nome dall’asteroide 69Hesperia e le cui note olfattive, erbacee, ma aeree e terrose allo stesso tempo operano  nella mia mente un forte rimando   ad una fiaba romantica, cinematografica dotata di una suggestiva valenza simbolica  poiché ambientata in un contesto di science fiction, incastonata in un universo lontano, ma tanto simile al nostro: due mondi perfettamente simmetrici ma rovesciati l’uno rispetto all’altro, ognuno con la propria e autonoma forza di gravità sebbene collegati in un unico punto dal Transworld, dotati di strutture urbanistiche agli antipodi, nessun abitante dei due mondi  potrà incontrare chi vive nell’altro, poiché pagherà a caro prezzo l’intrusione, ma l’amore dei due protagonisti  supererà persino la forza di gravità, infrangendo tutte le regole del mondo proibito.

 Vivo i profumi attraverso i ricordi, ciò che ho visto in un luogo qualsiasi riemerge prepotentemente attraverso le fragranze. Le bacche di ginepro, la lavanda e artemisia, e ancora di più l’incenso blu e il cashmeran  che poggiano su una base di legno di cedro, muschio e ambroxan di Hesperia scatenano il ricordo dell’impatto visivo cinematografico dei due mondi paralleli, nel film di Diego Solanas, (Upside Down) con una veste grafica scenograficamente immersa in un blu trasparente. Così come diceva Proust: attraverso un profumo ritroviamo un mondo perduto e ormai lontano: con il miracolo del memoria. 


Casa Dugnani a Milano
Liberty
Decisamente in linea con il nuovo trend emerso durante la decima edizione di Esxence (2018), Liberty è un agrumato sensuale e gioioso ove il bergamotto ed il litchi insieme al mandarino giallo si amalgamano con maestria all’impudico e voluttuoso gelsomino e alle note di Ylang-Ylang,   facendosi  con spettacolare solarità,  interprete della Milano Liberty di fine ‘800 che si racconta attraverso le linee sinuose dei palazzi tipici dell’Art Nouveau, ornati da stucchi, ferri battuti, vetrate e maioliche  dai colori intensi, a dimostrazione di una città vissuta attraverso la grande creatività degli architetti e artisti che tanto hanno contribuito con il proprio estro a delineare nuove forme, spazi e volumi, nonché fregi ornamentali per raggiungere il massimo fulgore nel 1906.  La fragranza è dotata di grande persistenza e longevità.


60MPH Club
Singolare come un bouquet di note possa riportare attraverso l’operazione o meglio il gioco della memoria olfattiva, alle pagine ormai ingiallite di una vera e propria antologia del Novecento che mi ha introdotta e guidata  durante l’ultimo anno di liceo scientifico a tutte quelle nuove correnti culturali e artistiche del Novecento che davano un taglio netto al passato con impatto impressionante: Filippo Tommaso Marinetti ed il suo Manifesto del Futurismo costituisce piena espressione della modernità  attraverso l’ esaltazione della macchina, della tecnica, della città industriale, della folla, delle rivoluzioni urbane mirando a provocare un vero e proprio shock in chi leggesse quei versi  inneggiando alla bellezza della velocità: un automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall’alito esplosivo… un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia….
60MPH Club celebra il dinamismo e la velocità attraverso un accordo acciaio e le note esperidate e frizzanti degli agrumi che sembrano spingere verso l’alto la fragranza con la potenza olfattiva del vetyver, patchouli ,legno di cedro e muschio di quercia. L’impatto del profumo è deflagrante per chi vive una vita al massimo: una vita spericolata…..

https://library.weschool.com/lezione/filippo-tommaso-marinetti-riassunto-sintesi-6371.html

domenica 6 maggio 2018

Brera6_Perfumes: No_Name - Foyer - 1848! (I parte)

In un’ora imprecisata  di un tiepido, tardo pomeriggio di inizio aprile, quando le ombre della sera rendono l’aria del giorno che muore ovattata e quasi irreale, nel cuore della rive gauche di Milano, nello storico negozio “Profumo” in Via Brera 6, culla dell’arte olfattiva sin dal 1984, il  titolare Guido Wetter  ha illustrato, in esclusiva per Adjiumi,  la nuova linea di fragranze nata  dalla collaborazione con uno dei più eclettici  compositori  contemporanei, Luca Maffei, titolata “Brera 6_ Perfumes”, contraddistinta dalla elevatissima qualità delle materie prime con la caratteristica  di essere tutte al 25% e quindi molto persistenti, ma niente affatto invadenti.

L’essenza palpitante di una città storica e moderna come Milano è cadenzata dalle parole di Guido Wetter  che sebbene abbiano ad oggetto principale la descrizione delle sei diverse  fragranze,  con la tecnica del flashback  riesce a condurci quasi per mano, nel cuore di eventi ben precisi con l’ausilio del mezzo più potente che abbiamo a disposizione: l’olfatto. 



L’esordio  di questa linea, che designa una creatività tutta italiana,  si compie con No_Name, una fragranza dietro le cui trame non si nasconde una storia, ma un modo di essere proprio dei milanesi, ove non si bada alle apparenze, ma alla sostanza: un carattere, un modo di essere e di vivere. Un profumo di sostanza che segna una presenza ben identificata, pur senza apparire. L’aroma del delicato pepe rosa  si sposa con la polverosità dell’assoluta di iris e la trasparenza dei semi di ambretta, trasformandosi nella sua evoluzione in uno skin scent grazie alla presenza di ambroxan, sandalo e muschio che si adagiano sulla pelle come velluto.


Foyer  al contrario, non passa inosservato:  solitamente è norma di buona educazione non lasciare al proprio passaggio scie di profumo, ma tutto deve essere contestualizzato! Una prima alla Scala di Milano crea quasi un’atmosfera di pathos e richiede al pari di un abito di haute couture un profumo importante e inebriante come Foyer, un vero e proprio gioiello composto da un bouquet di fiori bianchi ove   la Tuberosa  si accompagna alla Gardenia, Gelsomino Sambac e Ylang-Ylang su una base di patchouli, ambra e vaniglia bourbon.  Il complemento indispensabile di una donna consapevole del proprio fascino che lascia traccia della sua presenza al Foyer.



1848! 
Il 3 gennaio 1848, le 4 del pomeriggio: le strade di Milano sono invase da centinaia di soldati della guarnigione. Secondo il racconto che del drammatico ' 48 milanese farà Carlo Cattaneo, quel giorno lo Stato Maggiore aveva dato ai soldati austriaci non soltanto sigari in abbondanza, ma "quanto denaro bastasse ad ubriacarli, mandandoli ad attaccar briga in città". E i soldati, fumando e provocando i cittadini, non si fecero pregare. La fragranza di chiara impronta maschile, si apre con una potenza deflagrante, attraverso il forte aroma del cognac e un accordo di polvere da sparo, mentre note di tabacco biondo, cuoio, labdano e patchouli  si snodano nell’evoluzione della composizione  olfattiva che abbandona la potenza iniziale per diventare aromatica e morbida, quasi  a dimostrare che gli echi della battaglia sono sul finire per cedere il passo ad una base composta da legni pregiati, resine e                                                                                         muschi. 
continua...........

venerdì 16 marzo 2018

L'onirica visione di una fragranza: "Nuit de Bakèlite" di Naomi Goodsir


In questi giorni sul forum di  Adjiumi l’attenzione è tutta concentrata sulla tuberosa, tema che mi sta molto a cuore, e sulle molteplici interpretazioni olfattive del tutto amene che in questo ultimo periodo vedono una continua trasformazione ed evoluzione di questa essenza che da sempre è stata utilizzata in profumeria per le sue sfumature, ora narcotiche, ora conturbanti:  la capostipite è Fracas di Germaine Cellier (1948)   che si fa interprete di una femminilità sfrontata e ostentata.

I tempi sono cambiati e   nel 2017 Naomi Goodsir avvalendosi della collaborazione di Isabelle Doyen, , con Nuit de Bakelite ha stravolto completamente la mia idea di tuberosa quando pensavo  di aver sentito ormai tutte le possibili interpretazioni dell’eburnea infiorescenza, superando nei suoi lati oscuri la stessa “Tubereuse Criminelle” di Lutens.


Posso quasi vedere questa fragranza che aleggia protagonista incontrastata in un romanzo gotico  dotato di grande potenza visiva, ove si intrecciano ordite trame di amore e terrore, sangue e mistero, in un grande affresco di una fiaba tenebrosa e allo stesso tempo inquietante e misteriosa: Nuit de Bakelite invade e  pervade ogni angolo che cattura l’attenzione dello spettatore.  Il mio riferimento è ad uno dei tanti capolavori  cinematografici  di Guillelmo del Toro : Crimson Peak  (2015) 



La psicologia e la storia dei personaggi viene svelata dagli ambienti in cui vivono, ricchi e barocchi ma estremamente decadenti,  insieme agli splendidi costumi rivelatori del passato e del presente. L’apertura di Nuit de Bakelite è molto verde,  tagliente, tossica e fumosa: dimenticate le note garbate, floreali  e cremose cui sempre è stata accompagnata o accostata la tuberosa che qui al contrario è letale come la vera protagonista del film: Lady Lucille Sharp, una donna misteriosa e affascinante che nasconde un passato inquietante e che  non arretra nella follia che  la consuma per l’amore ossessionante che nutre per il suo stesso fratello.  L’epilogo del film è rappresentativo della stessa evoluzione di Nuit de Bakèlite, (ove la fumosità risulta attenuarsi insieme al verde pungente),  un malinconico finale in cui vediamo i fantasmi di Lucille e Thomas che continuano a vivere  ad Allerdal Hall.




venerdì 12 gennaio 2018

"Fleur de Lalita" III e ultima parte

Immagine gentilmente concessa da Parfums Dusita
Fleur de Lalita è l’incarnazione olfattiva attraverso cui prende forma la bellezza e la forza  della dea  nelle sue molteplici sfaccettature in un perfetto e delicato equilibrio di note floreali verdeggianti.

Il galbano dell’Iran presente in apertura nel suo aspetto umido e terroso permea di sé l’intera costruzione olfattiva, volteggiando sinuosamente tra i petali della rosa di maggio e aleggiando sul narcotico e ceroso giglio bianco, cingendo in un delicato abbraccio la cremosa magnolia rigonfia d’acqua e l’impudico gelsomino sambac, raffigurando come in un dipinto ad acquarello la fresca e giovane sensualità della dea Lalita, la più bella tra le divinità indù.





In seguito ad una lenta e calda evoluzione, il giglio bianco e la magnolia appaiono sullo sfondo in dissolvenza mentre il gelsomino sambac si ammorbidisce attraverso delicate sfumature tropicali  date dalla dolcezza dell’Ylang-Ylang, dalla cremosità della preziosa vaniglia del Madagascar, tocchi di tuberosa indiana e  da un afflato muschiato dei semi di ambretta.
La trasformazione è in lento e continuo divenire, e la sorpresa più grande si cela ancora una volta dietro al verde smeraldo del galbano che insieme all’ambra grigia, al sandalo di Mysore e alla fava tonka conferiscono al dry-down della fragranza una sfumatura leggermente animale e allo stesso tempo vegetale e muschiata.



Grande evoluzione, materie prime di sublime qualità:  Fleur de Lalita attraverso una rivisitazione in chiave moderna dei grandi classici del passato attingendo direttamente da Le Sillage Blanc e le Douceur de Siam, è destinato a lasciare per sempre il segno nel rutilante mondo della profumeria artistica.

domenica 7 gennaio 2018

"Oltre la Parfumeur, la "donna" Pissara Umavijani: eleganza, stile, cinema e ancora profumi " II parte


L’allure quasi alchemico di una donna bellissima, dai lunghi e lucidi capelli corvini,  fasciata da un classico e  stiloso  abito bianco, prodiga di sorrisi nei confronti degli avventori del suo stand in occasione  della 15 esima edizione del Pitti Fragranze, rispecchia fedelmente  gli elementi distintivi della Maison Parfums Dusita e della sua ultima creazione: Le Fleur de Lalita.
Sono rimasta  senza parole di fronte a tanta bellezza e talento che ho scelto, grazie anche alla complicità e alla gentilezza di Ploi Uma di porle delle domande per cercare di sondare l’insondabile: ovvero chi è veramente Pissara “Ploi” Umavijani? La sua anima è davvero quella che traspare e si intravede in tutto il suo lavoro artistico come prodigiosa Parfumeur?

Tre semplici quesiti rivelatori della donna Pissara, il primo dei quali  non poteva che riguardare la sua professione e le fragranze “vintage”  di cui risulta essere attenta e scrupolosa studiosa e conoscitrice  poiché sente di avere un “feeling speciale” con la profumeria del passato  traendo ispirazione dai grandi classici  e scoprendo che le piacerebbe approfondire ancora di più e pertanto lavorare alacremente su  fragranze  che hanno segnato la storia della prima metà del Novecento come L’Air du Temps di Nina Ricci (ottobre 1947), il mitico Arpège di Lanvin nella sua prima versione del 1927 insieme all’immortale ed inimitabile Chanel n°5 (1921), amando al contempo tutti coloro che vedono nella profumeria vera e propria arte! 





 Come amante del cinema, non potevo esimermi  dal chiedere a Pissara se condividesse o meno  la mia stessa passione per la settima arte e la sua risposta, non poteva che essere affermativa!  Con certezza posso scrivere che le sarebbe piaciuto ricoprire il ruolo che fu di Audrey Hepburn nella pellicola in bianco e nero di Billy Wilder, romantica, ma con un tocco di noir  ”Love in The Afternoon” (1957) . Ploi è perdutamente innamorata di molti film “vintage” e prova grande ammirazione per capolavori come “Ladri di Biciclette (Vittorio De Sica 1948)  “Cinema Paradiso”  (Giuseppe Tornatore 1988) e “La Vita è Bella” (Roberto Benigni 1997 vincitore di tre premi Oscar) e ama profondamente quella particolare sensazione che si prova all’uscita delle sale cinematografiche:   e dice <<the great movies are like great perfumes...it always lingers with you and it is powerful enough to inspire you>>


In ultimo luogo, considerato il suo personale e la grandissima eleganza, che la contraddistingue sempre, le ho chiesto quale outfit preferisse, se quello della Première Dame Macron , asciutto e sportivo o quello della stupenda  collega d’Oltreoceano Melania Trump!!!!! La risposta di Ploi è stata una lezione di stile, saggezza e di alta levatura morale:  << the lady who truly set the style (that is influential to these ladies) is Jacky Kennedy whom I would call 'elegance'. It is not only the clothes but it is the attitude and the courage that shine out. Whenever I look at her photos, I feel this. This is the woman I truly admire!>>

mercoledì 3 gennaio 2018

Pissara Umaviyani e Parfums Dusita I parte

Pissara Umavijani incarna il simbolo stesso  della leggendaria bellezza  delle donne  del Siam che insieme all’inestimabile talento artistico ereditato dai geni paterni,   ne fanno una moderna icona tra le più talentuose della profumeria artistica o di nicchia in senso stretto.


Il mio vuole essere un  delicato tributo all’opera olfattiva della splendida Pissara “Ploi” Umavijani     che  innamorata dell’Alta Profumeria Francese, si reca a Parigi nel 2013,  dando forma concreta ai propri sogni e desideri  attraverso lo studio, la costanza   ma soprattutto spinta  dall’amore per suo padre Montri Umavijani   (1941 -2006) acclamato poeta internazionale,   restituendo “forma liquida” a quella stessa felicità di cui si faceva portatore nei suoi   versi, denominando il brand da Lei creato con il termine “Dusita”: uno dei livelli del paradiso buddista tailandese, il Regno Celeste dell’Amore Puro, da dove Ploi Uma, è convinta che suo padre La guardi  e goda dei suoi successi.



Parfums Dusita  nel 2015,  diventa Maison de Haute Parfumerie attraverso il lancio di tre preziosissime fragranze in numero limitato, rigorosamente in extrait de parfum: Issara, Oudh Infinì e Melodie de L’Amour, ciascuna  accompagnata dai versi paterni per sublimare tutta la beatitudine ed il romanticismo che si celano nelle composizioni olfattive che hanno quasi del divino evocando regni di felicità terrena e  risvegliando i desideri più nascosti.


Issara, un inno alla libertà e all’indipendenza attraverso   una fragranza fougère,  energica e decisamente virile sebbene delicata: un intreccio intessuto da foglie di pino, lavanda verde e  salvia sclarea, ove si celano note di tabacco  e vetiver su una base di muschi e di ambra grigia .


Oudh Infini, un indelebile tatuaggio olfattivo, evocativo di un viaggio in terre lontane  attraverso la nota dell’Oud Palao del Laos forte e prorompente che si erge con un potente afrore dolciastro e animale, quasi a unico protagonista insieme allo zibetto, nonostante ad un attento esame si rivelino note delicate come la rosa di maggio ed il Fiore d’arancio tunisino.


Mélodie de L’Amour è il bouquet floreale e indolico  che descrive la gioia dell’inizio di una storia d’amore attraverso il binomio tuberosa-gardenia, tanto caro alla nostra profumeria, ma che qui è reso in modo completamente differente, attraverso una nota profonda, oscura,  e torbida con una persistenza infinita e quasi diabolica.  

Nel 2017 Parfums Dusita a Esxence  presenta le prime due eau de Parfums: Le Sillage Blanc e La Douceur de Siam.

Le Sillage Blanc è un chypre verde e luminoso,  divinamente ispirato al vintage Bandit di Piguet (Germaine Cellier), i cui lati affilati e taglienti sono stati smussati. Un avvio frizzante di neroli, fiori d’arancio e Ylang-Ylang cedono il passo ad un cuore verde di galbano persiano in perenne evoluzione con un accordo di cuoio e tabacco  e una profondità erbacea, asciutta e terrosa data dai semi di ambretta insieme al muschio di quercia e patchouli che conferiscono alla fragranza una straripante bellezza molto retrò!



La Douceur De Siam è un ritorno ai colori e agli odori meravigliosi della terra lontana di Ploi, l’Antico Siam.  Un ingresso trionfale di fiori sfrangiati,   cangianti e vividi mossi dal vento i cui effluvi riempiono l’aria con un effetto quasi stordente: la cremosa champaca, la preziosa rosa di maggio, il morbido frangipani,  con accenti di balsamica dolcezza di Ylang-Ylang, foglie di viola e chiodi di garofano aprono questa complessa e articolata composizione olfattiva. Nel cuore della fragranza, un  sensuale quanto inedito accordo di spezie, legnoso e vanigliato, tipico del vecchio Siam, il Thai Chalood Bark , che cede elegantemente il passo alla sontuosità del Sandalo di Mysore e all’ambra grigia.Tutta la magia del Siam è racchiusa in questo regale profumo ove la raffinatezza dell’alta profumeria francese sposa l’alta qualità delle materie prime del Siam.