martedì 10 giugno 2014

LE "SFACCETTATURE O SOTTOFAMIGLIE"

Per meglio definire le caratteristiche di ogni profumo sarà meglio fare una rapida carrellata di alcune delle principali sottofamiglie olfattive.
Aldeidata: questo termine in profumeria  si limita  principalmente ad un gruppo di [1]aldeidi molto semplici, dette alifatiche, sostanzialmente descrivibili come dei piccoli serpentelli la cui testa è fatta di un atomo di ossigeno e la coda composta da una catena relativamente corta  di atomi di carbonio, da 6 a 18. Sono piccole molecole molto flessibili, con nessuna rigidità strutturale e molto delicate perché soggette a ossidarsi anche solo a contatto con l’aria, Le aldeidi alifatiche sono state utilizzate agli inizi del ‘900 in profumeria  poiché hanno la caratteristica di  rendere più leggiadre, cristalline  e trasparenti,  essenze di gelsomino, rosa, iris o mughetto, agendo anche da fissativi rendendo più persistenti i profumi, in particolare quelli floreali. Guy Robert, nel suo libro, Les Sense du Parfum [2]    descrive che se il numero di atomi di carbonio è pari, le aldeidi avranno la caratteristica di note fruttate mentre  prevarranno le note floreali nelle aldeidi con atomi di carbonio dispari. Queste aldeidi sono  presenti in natura ad esempio nelle essenze e nelle scorze degli agrumi, nelle essenze di rosa, di pino, di citronella e nella  scorza della cannella ma,  a causa della loro labilità raramente vengono ottenute dalle materie prime naturali che le contengono e  vengono prodotte, grazie all’enzima deidrogenasi, per ossidazione dei corrispondenti alcoli. Le aldeidi ed in particolare le C10, C11 e C12, sono state portate alla notorietà con il leggendario Chanel n° 5 realizzato da Ernst Beaux nel 1921 per Coco Chanel. 
Marina/Ozonata: evoca l’accordo marino che esprime sensazioni di acqua, sale, jodio e ossigeno grazie a molecole costruite, utilizzando del methylbenzodioxepinone, Calone 1951 [3] (scoperto da Pfizer nel 1966).
 Verde: un accordo naturale e poetico ove a predominare è la freschezza della linfa vegetale, di steli, foglie ed erba appena tagliata.
Speziata la moda dei profumi speziati è esplosa negli anni 70 e non si è mai arrestata, con le note provenienti dall’Oriente, come cannella, pepe nero, chiodi di garofano, zenzero, cardamomo, pepe rosa e molte altre.
Legnosa le note legnose fungono spesso fa fissativi pertanto sono presenti in molti profumi, se non quasi tutti. Le più comuni  sono: sandalo, cedro guaiaco, bois de rose. Le nuove interpretazioni sono per lo più sintetiche, a volte meno secche di quelli naturali come il cedro o il patchouli. I legni bianchi sanno di linfa , l’abete ed il pino sono più resinosi, i legni scuri come il mogano risultano essere profondi e intensi.
Ambrata quando si parla di sfumatura ambrata non parliamo dell’ambra gialla, resina fossile di origine vegetale, bensì dell’ambra grigia (una secrezione del capodoglio). [4]E' una secrezione patologica prodotta come una reazione all'irritazione gastrica prodotta dai becchi dei calamari giganti e da taluni crostacei. La sostanza viene prodotta per difendere le mucose intestinali dai resti indigesti dei molluschi cefalopodi di cui i capodogli si cibano, indurendosi intorno ad essi ed inglobandoli.
Lasciata seccare al sole si ammorbidisce ed acquista un ottimo profumo  ed ha  la proprietà di fissare gli odori.
Appena espulsa (rigurgitata), ha un colore nerastro, una consistenza soffice, cerosa e un odore nauseante. Attraverso un processo di ossidazione derivato dall'azione simultanea dell'acqua del mare, dell'atmosfera e della luce solare, l’ambra acquisisce un colore più chiaro che le conferisce una tonalità grigio argento che tende a diventare gialla oro e infine pressoché bianca E' infiammabile e solubile in etere, mentre allo stato volatile diventa solubile in olio. Analogamente il suo odore inizialmente grossolano, penetrante, terroso e animalesco, gli conferisce delle proprietà che lo rendono perfettamente idoneo ad essere utilizzato come fissativo per i profumi rari, vista la caratteristica di prolungarne la loro fragranza oltre i tempi usuali, e dal momento che è il più lento tra tutti i materiali usati in profumeria ad evaporarsi. Il responsabile della produzione di questa particolare fragranza è un batterio che vive nell'intestino del Capodoglio che si chiama "Spirillum recti physeteris”. L’esito olfattivo è tra i più intriganti e complessi: un connubio di sentori animali, legni preziosi e tabacco biondo.
Cipriata quando si parla di questa sfumatura il riferimento è all’impressione  talcata e polverosa della cipria ottenuta da fiori poudrè, come iris e violetta, ma anche ricorrendo a molecole  sintetiche.
Salata: l’accordo salato è di recente introduzione e sopraggiunge a donare un tono inaspettato di iodio, legato al palato e all’olfatto, a tal proposito la nota (ricostruita) di caviale salata, umida e misteriosa è presente in Womanity di Thierry Mugler.
Cuoio: ne abbiamo già parlato nella “famiglie olfattive”
Gourmand: sentori golosi, ricostruiti in laboratorio rubati al mondo di alcune prelibatezze, come caffè, cacao, caramello, praline, whisky, brioches appena sfornate che ricordano sensazioni legate all’infanzia come Serge Lutens  con Jeux de Peau.
Muschiato: questa sfaccettatura non fa riferimento ai muschi vegetali come il muschio di quercia, un tipo di lichene molto comune che ha un sentore che ricorda il bosco, terroso e muschiato con  una sfumatura che ricorda il cuoio, bensì si fa riferimento all’utilizzo di note “animali” adesso ricostruite sinteticamente in laboratorio, in origine provenienti da un piccolo cervo del Cashmir  dotato al di sotto della pancia di due ghiandole pelose che producevano piccole palline di una sostanza nera molto odorosa; il muschio.

[5]A produrre il muschio era solo il cervo maschio, che andava diffondendo grani profumati
 sul suo territorio al fine di segnarlo affinchè gli altri maschi non  si avvicinassero.
Tanti anni fa, quando Marco Polo viaggiò in Cashmir, il muschio era raccolto una volta l’anno,
sul suolo dei boschi, dagli uomini del Re del Kashmir ed era vietato  disturbare i cervi. Dopo 

la morte del Re,  il destino ha voluto che gli avidi cacciatori per procacciarsi il muschio 
uccidevano questi esseri così belli preziosi, e indifesi  con il terribile risultato di determinarne 
quasi del tutto l’estinzione.




[1] http://www.xn--cal-dma.it/i-profumi-aldeidici/
[2]Les Sens du Parfum – I sensi e l’essenza del profumo-di Guy Robert- Franco Angeli Editore 
[3] Monsieur Jicky & Jicky 2.0. All Rights Reserved.
[4] www.centrostudilaruota.org/csr/.../AMBRA%20GRISEA%20testo.pdf
[5] http://www.profumo.it/cashmir/13_moschus_moschiferus_muschio_animale.html

lunedì 9 giugno 2014

"LE FAMIGLIE OLFATTIVE"

Riallacciandomi a quanto detto nel “Potere di Fascinazione del Profumo”, anche se le parole ,le immagini, i ricordi, e le emozioni riescono in parte a rivelare la magia del profumo per condividerla con gli altri, ritengo sia necessario aprire una parentesi avente ad oggetto “La grammatica del profumo” onde comprendere i temi portanti di questo magico universo, cominciando dalle cosiddette Famiglie Olfattive, attenendoci alla  categorizzazione che  è stata sviluppata dalla commissione tecnica della Société Française des Parfumeurs, anche se con il passare del tempo attraverso  l’evoluzione delle creazioni olfattive, sono stati utilizzati altri termini come  sottofamiglie e  sfaccettature
Famiglie olfattive

Esperidate o agrumate, famiglia olfattiva denominata anche fraiche, poiché il tratto che la connota è la tipica vena energizzante e tonificante degli agrumi. Si tratta di oli essenziali ricavati da bergamotto, limone, mandarino, arancia, pompelmo, nonché varietà d’importazione ed ibridi esotici come il Kumquat (piccolo mandarino cinese) lime e yuzu. Il termine esperidi deriva dalle “Esperidi” della mitologia greca:  erano le ninfe custodi di un giardino magico ai confini della terra, ricco di frutti dorati, secondo interpretazioni più recenti  tali frutti si identificherebbero con le arance. Le note degli agrumi sono usate nelle fragranze da almeno tre secoli. L’Aqua Mirabilis nasce per mano del barbiere italiano Giampaolo Feminis, poi ribattezzata dal nipote come Acqua di Colonia che per l’appunto si basa su di un accordo agrumato, supportato da note di erba tagliata, foglie e steli che regalano alla composizione leggerezza e trasparenza. Con il tempo hanno subito una evoluzione che le ha portate a modernizzarsi e attraverso ingredienti di sintesi come l’Hedione, si sono evolute in eaux fraiche, mentre nel 1988 è stato introdotto ciò che per molti ha rappresentato un punto di rottura, che regala una sensazione di aria pulita e panni stesi al sole. Considerando le altre sottofamiglie avremo:
·         [1]- A1 - Agrumata
·         A2 - Agrumata Floreale Chypre
·         A3 - Agrumata Speziata
·         A4 - Agrumata Legnosa
·         A5 - Agrumata Aromatica
·         Agrumata Floreale Legnosa
·         Agrumata Muschiata.

Fioriti o floreali: abbiamo già detto e non mi stancherò mai di ripeterlo che le famiglie olfattive sono una classificazione di comodo, un contenitore dove inseriamo il profumo a seconda delle materie olfattive presenti. Quella floreale, è la famiglia più numerosa, sia grazie alla grande varietà di fiori in natura, ma anche per il motivo che in profumeria non si parte solo da materie prime naturali, ma si possono utilizzare sentori fioriti ricostruiti in laboratorio, accade ad es., con il mughetto, l’orchidea, la gardenia e anche altre specie ormai quasi introvabili in via di estinzione. Le fragranze possono essere costituite su un solo fiore o su un "bouquet". Data la loro profumazione estremamente dolce, sono tipicamente utilizzati nei profumi femminili, partendo dalla sontuosità e raffinatezza della rosa alla più sensuale e opulenta tuberosa passando per l’ipnotico gelsomino e che a loro volta si accompagnano ad altre sottofamiglie. Occorre fare una precisazione: fiore, non è sinonimo di femminile, esistono profumi maschili ove l’apporto dei fiori è stato determinante come in Eau Savage, ai suoi tempi l’anticonformista essenza pour homme di Christian Dior che per la prima volta introdusse in un bouquet maschile  una nota floreale,  l’hedione, per non parlare del Fahrenheit che divenne un cult grazie all’accordo cuoio-violetta. Le sottofamiglie che si vanno arricchendo sempre più  sono:                                                                                                                            
  • ·          B1 - Monofloreale
  • ·          B2 - Floreale Muschiata
  • ·          B3- Bouquet Floreale
  • ·          B5 - Floreale Aldeidica
  • ·          B6 - Floreale puro/floreale ricco/floreale dolce
  • ·          B4 - Floreale Verde
  • ·          B7 - Floreale Fruttata Legnosa
  • ·          B8 - Floreale sensuale
  • ·          B9 - Floreale Marina
  • ·          Floreale Legnosa
  • ·          Floreale Fruttata.




Fougère, in francese significa felce, ma fu un geniale inventore parigino Jean- Francois Houbigant che diede origine a tale famiglia olfattiva: colui il quale rivestiva di profumi soavi le dame della Francia ottocentesca e nel 1884 creò Fougère Royale con una portata del tutto innovativa con un bouquet caratterizzato dall’accordo lavanda, muschio di quercia e cumarina. Quest’ultima fu una delle prime note di sintesi isolata dalla fava tonka in laboratorio. Questo insieme di note dava vita ad un accordo memorabile grazie alla nuance della lavanda e alla profondità del muschio di quercia. Il tema fougère è solo maschile, ed è sinonimo di una virilità sobria e rassicurante.                                                                                                                       



Chypre, termine evocativo dalle antiche origini che indica una delle più importanti famiglie femminili. Il pioniere fu il corso  Francois Coty, personaggio poliedrico che da Ajaccio si trasferì a Parigi, il quale dopo qualche anno di pratica presso un farmacista iniziò a creare i propri profumi. Uno dei suoi bouquet di maggior successo segnò indelebilmente il quadro della profumeria moderna, tanto da portare alla nascita di questa nuova famiglia olfattiva: Chypre del 1917. In realtà l’intenzione di Coty era quella di creare una fragranza evocativa e suggestiva di voluttà di Cipro, isola natìa di Venere, all’epoca meta vacanziera dell’alta società parigina. Per poter essere definita chypre occorre che la composizione presenti delle caratteristiche fondamentali, ovvero delle costruzioni olfattive connotate dal raffinato contrasto tra l’iniziale freschezza degli agrumi, accompagnata dalle seduttive note dei fiori, insieme all’oscurità penetrante e sensualissima del muschio di quercia.  Tali costruzioni olfattive presentano un candore di partenza  cui subentra una inusitata sensualità.
·         D1 - Chypre
·          D2 - Chypre Floreale
·          D3 - Chypre Floreale Aldeidica
·          D4 - Chypre Fruttata
·          D5 - Chypre Verde
·          D6 - Chypre Aromatica
·          D7 - Chypre Cuoiata


Boises o legnosi : caratterizzati dalle note di legni pregiati come il cedro o il sandalo o conifere come il pino o il cipresso, o profumi che ricordano erbe di foresta come il patchouli o il vetiver. Spesso questi profumi sono introdotti da note aromatiche o agrumate
·          E1 - Legnosa
·         E2 - Legnosa Agrumata Coniferosa
·         E3 - Legnosa Aromatica
·         E4 - Legnosa Speziata
·         E5 - Legnosa Speziata Cuoiata
·         E6 - Legnosa Ambrata
·         Legnosa Marina
·         Legnosa Fruttata
·         Legnosa Muschiata

Orientali o Ambrati: l’incantesimo degli incensi risale ai primordi dell’umanità, che da cinquemila anni cerca di mettersi in contatto con la propria natura spirituale. E’ quanto mai lungo l’elenco delle popolazioni che da secoli impiegano (Ebrei, Egizi, antichi Greci e Romani) durante le loro cerimonie sacre e riti religiosi: ingredienti preziosissimi come resine e balsami che essudano come lacrime cristalline dai tronchi degli alberi. La firma olfattiva dei profumi orientali è data dalla mirra, incenso, benzoino, labdano e storace. Il termine stesso profumo deriva dal latino “per fumum” attraverso il fumo, praticando per l’appunto un rimando verso questa pratica ancestrale. In tali composizioni orientali che ritroviamo declinata sia al maschile che al femminile, troviamo l’avvolgente vaniglia, il canforato patchouli, le spezie esotiche, l’ambra. Il quanto mai celebre Habanita di Molinard del 1921 fu definito come “le parfum pour cigarettes” perché si diceva che nascondesse l’odore di tabacco delle prime sigarette fumate dalle donne peccaminose dell’alta società. Di quegli anni è anche Shalimar leggendario successo di Jacques Guerlain nel 1925  sull’onda dell’emozione suscitata in lui da una favola orientale.
·         F1 - Ambrata Floreale Legnosa
·         F2 - Ambrata Floreale Speziata
·         F3 - Ambrata Leggera
·         F4 - Ambrata Agrumata
·         F5 - Semi Ambrata Floreale
·        F6 - Ambrata Floreale Fruttata     

Cuirs: le note di cuoio sono tornate in auge in questi ultimi anni con l’idea di riprodurre l’odore virile della pelle non conciata o per descrivere le sostanze usate per la concia. Vengono riprodotte quindi dalle note secche ed amare,intense ed affumicate che si ricrea con materie prime di origine vegetale, attraverso la corteccia di betulla ricca di tannino, il costus, il rizoma di Calamus (già usato dagli antichi egizi nella preparazione del kyphi). Sono spesso accompagnate da note floreali. L’odore tipico del cuoio è spesso ricreato in laboratorio con molecole di sintesi: la più usata ‘ l’isobutiquinoleina, mentre altre generano sfumature più delicate e vellutate che ricordano la pelle scamosciata.
·         G1 - Cuoiata
·         G2 - Cuoiata Floreale
·         G3 - Cuoiata Tabaccata
Es: The Knize Ten 1925, Kouros YSL1981, Cuir de Russie di Chanel, Eau D'Hermes di Hermes, Jolie Madame di Pierre Balmain, Vendetta Uomo di Valentino.
http://www.esperia-rp.net/wiki/images/0/02/Arbre_02.png







[1] http://it.wikipedia.org/wiki/Famiglie_olfattive

"En Passant" By Olivia Giacobetti Editions de Parfums Frèdèric Malle



Passa per una fragranza acquatica-soliflore, incentrata sulle note del giglio, questo è vero ma non del tutto! Indubbiamente è un profumo che cattura tutta la bellezza della natura, una sorta di capolavoro che io mi limito ad ammirare da lontano, proprio come il meraviglioso dipinto di Claude Monet: " Donna con il parasole"

Un lillà in un giorno di primavera battuto dal vento sul greto di un fiume, dove una donna uscita da un ritratto di Monet passeggia con il suo ombrellino per ripararsi dal sole.

Dovrebbe essere un profumo trasparente, ma non appena evaporano le note di testa, fanno la loro comparsa delle note contrastanti con la purezza che caratterizza la fragranza stessa: si tratta forse di un'enigma olfattivo? L'essenza dell'eterno femminino che si manifesta attraverso le note cristalline acquatiche oltre ad un cuore decisamente indolico forse dato  a mio modesto parere, dallo "zibetto", una nota quasi peccaminosa in tanta trasparenza cristallina, un gioco ammaliatore di contrasti, che si fonde in un'estasi odorosa…. 


                                                                        
http://velvet-dreams.tumblr.com/

domenica 8 giugno 2014

"Parfums MDCI"

Volevo menzionare brevemente un brand stilosissimo che ha visto luce nel 2003 e risulta essere frutto di una collaborazione con i profumieri Pierre Bourdon, Bertrand Duchaufour, Francis Kurkdjian, Stephanie Bakouche, Patricia de Nicolai, Cecile Zarokian, Amandine Marie e Jeanne-Marie Faugi. Indubbiamente ciò che contraddistingue tutte queste creazioni olfattive, sebbene provengano dallo studio e dall'estro di nasi diversi, è l'eleganza innata e la compostezza,ovvero una grande: "sobrietà".che caratterizza lo stile di queste delicate e preziosissime fragranze. Parlando di un profumo, generalmente, il riferimento è all’envol-lift iniziale, alle note di testa, di cuore e di coda, di proiezione o sillage, ma questo brand che si pone su di un gradino molto elevato della profumeria artistica sulla mia pelle assume la connotazione di un quanto mai lieve e delicato sussurro quale siano le diverse note olfattive che compongano questi straordinari capolavori. 
 "Peche Cardinal (Marie Amandine)": un fruttato caratterizzato da davana-pesca-prugna che si evolve in una delicata e composta tuberosa. Come perle di rugiada che, ai primi raggi del mattino lambiscono il velluto di una pesca succulenta per tramutarsi sotto gli occhi del viandante, in un tesoro puntellato da una miriade di piccoli diamanti che rifrangono la luce in infinite direzioni, così mi appare questa ricca e golosa creazione di Marie Amandine: fresca, cristallina, limpida e pulita senza ombra di sbavature. Indubbiamente è una fragranza che è un inno alla stagione estiva, il cui envol-lift è caratterizzato da una esplosione di note fruttate, per adagiarsi successivamente sulla mia pelle sotto forma di tuberosa ancora acerba, al contempo zuccherina ma non stucchevole, in una sinfonia di note che si susseguono con molta delicatezza e, a mio avviso, con uno scarso volume di diffusione. E' proprio la sua discrezione e linearità a renderla compagna ideale "delle passeggiate del sognatore solitario" laddove i pensieri prendono forma per poi perdersi nei labirinti della mente.
" Rose de Siwa (Francis Kurkdjian)": è una rosa marocchina dai guizzi fruttati, ma che pur tuttavia rimane seriosa e delicatissima su pelle. In realtà tra queste creazioni, quella che mi ha decisamente colpito, perchè non caratterizzata da note da me particolarmente amate è stata:
 "Un Coeur en Mai" creata dalla Nicolai. Un verde decisamente fiorito e prezioso che ti porta verso quei magici giardini estremamente curati ove niente è lasciato al caso. E' come una melodia di maggio. ove giacinti, rose e mimose si accompagnano al tenero mughetto, con una nota di galbano che con il passare dei minuti sovrasta sempre più quelle note fiorite così tenere, limpide e cristalline ma allo stesso tempo cremose. Questa fragranza davvero emoziona per come è composta, per come queste note verdi-fiorite si rincorrono per creare un connubio che non ha nulla di usuale. Ecco, se dovessi scegliere una fragranza per l'estate, non avrei nessun dubbio: si tratterebbe di Un Coeur en Mai caratterizzato inoltre da una notevole persistenza, credo a causa della nuova formulazione proprio per protrarne l'intensità.
 Mi adopero a sentire per la prima volta "Vépres Siciliennes" (di Jeanne-Marie Faugier): e all'impronta vi dico che questa fragranza è una vera bontà ricca e cremosa, ispirata all'opera di Verdi. E' il profumo più femminile e sfrontato che abbia sentito, una composizione olfattiva davvero complessa ove si scontrano- incontrano insieme, note esperidate dei giardini siciliani che però dominano per poco l'envol-lift iniziale, per poi tuffarsi nel cuore dei fiori di magnolie e tuberose con sentori e tocchi che ricordano i classici dolci siciliani: vaniglia, caramello, pesche e quant'altro. Il ricordo è quello degli antichi giardini delle case nobiliari in stile Liberty di Mondello quando le famiglie si apprestavano a festeggiare grandi matrimoni, un pò come nel Padrino parte I, quando il giovane Michael Corleone sposa la sua prima moglie Apollonia, ove i magici sentori della natura si mescolano alla grande tradizione della pasticceria artigianale siciliana: frutta martorana, pasta di mandorle, cassate fragranti che appagano l'occhio ed il gusto. E' il primo MDCI che colpisce nel segno delle mie note preferite poichè il tutto non si consuma in un delicato sospiro, ma qui signori e signore siamo di fronte ad un'esplosione di passione, fiori, frutti e note gourmand, un incanto prezioso.

sabato 7 giugno 2014

"Fate" for Woman by Amouage

Amouage è uno di quei brands di lusso con sede in Oman nato nel 1983 dal sogno di Sayyid Hamad bin Hamoud al Busaidi di far rivivere la grande arte araba della profumeria utilizzando gli elementi essenziali tipici del Medio Oriente come il legno di agar, incensi, rose e spezie.
 Non solo le fragranze Amouage richiedono grande studio e concentrazione  per la complessità ed elevata qualità delle materie prime ma per le modalità in cui si evolvono al calore del derma creando qualcosa di unico e irripetibile, poichè è mia convinzione che la nostra pelle cambi di continuo a seconda dell'umore in cui si è, quindi a seconda del livello ormonale, del ph cutaneo e di tanti altri elementi di cui nemmeno abbiamo idea. Sono convinta di ciò perchè la prima volta che ebbi modo di sentirlo, la sensazione fu completamente diversa da quella di oggi, ovvero ebbi come l'impressione di percepire le note più acidule ed aspre, a discapito delle note di coda che caratterizzano realmente la fragranza. Ad oggi invece la bellezza di "FATE" mi ha del tutto stordita, poichè nonostante l'apertura sia connotata da essenze decisamente piccanti e vigorose, queste ultime preparano la successiva e immediata esplosione di note fiorite, ammalianti e mutevoli che conferiscono carattere a questa fragranza che è frutto di una magia, dal momento che al calore della pelle tutto cambia, muta, si trasforma come in un sogno.......è come ritrovarsi nell'Universo Immaginario , così ben descritto da J.R.R. Tolkien nella trilogia del Signore degli Anelli, e FATE è il profumo di cui immagino sia letteralmente cosparsa , Galadriel, l'Elfa Reale, chiamata anche Dama della Luce o Dama dei Boschi, portatrice di accordi caldi e balsamici di incenso, benzoino, castoreum, labdano e vaniglia, e mi domando: è forse questo il profumo celestiale e misterioso delle Elfe Reali in un mondo di fantasia? Io dico di sì, poichè tutte le note speziate si snodano in accordi delicatamente poudrè, e queste ultime sono le note di coda che connotano il dry-down finale della evoluzione fatata di questa pozione per Elfe Reali; la persistenza, si unisce alla delicatezza della fragranza, che con il passare di molte ore è sempre presente sulla pelle in modo diverso, tanto che alla fine quando proprio l'impressione è quella di non avere più nulla, ho avvertito sui polsi delle note molto poudrè che alla lontana mi riportavano ad Opium di YSL

mercoledì 4 giugno 2014

"Antonia" by Puredistance

Ho errato nello scrivere che Puredistance I sia stata la fragranza che più mi ha colpita favorevolmente, appurato che ognuna è all’altezza di quella che la precede, visto che i comuni denominatori sono sempre: linearità, classe eleganza e semplicità nelle costruzioni olfattive caratterizzate da elementi essenziali di altissima qualità. "Antonia" è quasi la rivisitazione di un profumo dei fasti passati, quando le donne erano icone di stile ed eleganza nella loro apparente freddezza, quando l'indosso di guantini scamosciati e cappellini con cappotti bordati di visone, era obbligatorio per le "signore" appartenenti all'alta società, rivelatrici di una sensualità unica e nascosta anche nel semplice gesto di aprire gli eleganti portacipria finemente decorati onde incipriarsi il naso e controllare che non vi fossero sbavature. Il profumo nelle sue note iniziali, è molto complesso, sembrerebbe un verde-fiorito, perchè ciò che colpisce nelle note di testa è una ventata di verde freschezza subito riscaldata dalla profonda ricchezza dei fiori, almeno per un attimo, perchè ciò che colgo e rimane indelebile sulla mia pelle è l'eleganza suprema e fredda della radice d'iris nel ventre della terra umida. L'iris qui non è lavorato in modo polveroso o talcato, ma è la radice che sa di terra e conferisce alle altre note fiorite una rigorosità obsoleta. La persistenza anche qui è al massimo, poichè pur avendo indossato il profumo ieri, il dry-down finale racchiude un cuore morbido di vaniglia ancora oggi, come l'animo nobile e delicato delle grandi signore del passato nascosto dalla loro fiera compostezza.