giovedì 21 febbraio 2019

Cristian Cavagna: Uno, nessuno e centomila...

 tania.ramozz.illustration

I numeri parlano chiaro, 2919 i membri sulla piattaforma di Adjiumi Facebook  in data di oggi, cui si è aggiunto l’Adjiumi Cosm , e in ultimo una nuova costola:  doppia C, interamente dedicata alla moda, grande passione di Cristian Cavagna creatore e promotore di numerose iniziative e appassionato di tutto ciò che è cultura artistica, anzi potremmo dire che l’arte attraversa il suo corpo e soprattutto la sua mente, in tutte le sue manifestazioni, fino ad arrivare ai musei capitolini, e alla grande capacità di creare sempre nuovi banner coloratissimi e pieni di inventiva, su tutte le piattaforme: il Forum, Facebook e Twitter, tanto che  è lecito domandarsi se questo ragazzo dagli espressivi occhi verdi  elegantissimo e inappuntabile in Prada, abbia il dono dell’ubiquità  e soprattutto se dorma di notte!!!!!! Possiede infatti la capacità di essere contemporaneamente presente a più eventi su Milano e fuori Milano, ed  essere allo stesso tempo Deus ex machina  sul suo Adjiumi, in modo tridimensionale, pertanto in attesa di doppiare i 3000 utenti solo su Facebook e festeggiare a Milano Esxence 2019 l’evento, approfitto di porre delle nuove domande a chi si è reso artefice di tutto ciò, e soprattutto se durante i suoi inizi sul web,avrebbe mai immaginato da imprenditore di arrivare a questo punto; da dove nasca la sua grande passione per la tuberosa;  come faccia ad essere sempre un passo avanti rispetto a tutti; la sua evoluzione continua dietro la nicchia, i vintage e la moda; quanto abbia contato la condivisione dei vials di profumo attraverso i forum e quali progetti si prospettano nel prossimo futuro, che è qui dietro l’angolo, perché per Cristian il futuro è adesso.

Adjiumi Banner by Cristian Cavagna


Una missione da portare avanti
Cristian è una persona che vive di forti passioni da quando era ancora un adolescente: le passioni  di vent’anni fa sono le stesse di oggi!  La Moda, Miuccia Prada ed i Profumi costituiscono il suo carburante, pertanto consapevole del fatto che l’amore per i profumi sarebbe stata una sua passione per la vita, ha voluto creare un posto dalle basi solide,  quasi si trattasse di una creatura, con la convinzione che quel bambino sarebbe diventato grande.
“I profumi meritano cure e attenzioni proprio come un bambino” e Cristian sta portando avanti Adjiumi e lo sta facendo crescere ogni giorno di più.
Il  nutrimento del gruppo sono gli scambi e le condivisioni tra utenti che con il trascorrere degli anni sono diventati amici che sentirà tali per la vita poiché lo scopo non cambia:  portare avanti solo le cose belle.  
Adjiumi banner by Cristian Cavagna
La “liaison “di Cristian con il fiore bianco….
Il caso  ha voluto che le fragranze che incuriosivano Cristian tanto per il nome, quanto per il pack, fossero sempre  profumi alla tuberosa: Fracas di Piguet,  Giorgio Beverly Hills che ha segnato un’epoca colorata e spensierata come quella degli anni ’80 ,   come dimenticare il Fragile dei primi anni ’99 creato da Kurkdjian per JPG o la tuberosa barocca  di Francis Camail  per Chloè voluta dal compianto   Karl Lagerfeld nel 1975 direttore artistico in quegli anni della stessa Maison.  Vere e proprie calamite che destavano tutto il suo interesse, facendo crescere sempre di più il grande desiderio di volerle possedere tutte!!!!    
Photo Credit by Cristian Cavagna
Un preciso episodio accaduto anni fa durante una vacanza ad Oporto ha segnato per sempre la liaison di Cristian con la tuberosa.  Arrivato in albergo interamente vestito di bianco, non disponeva di nulla con cui cambiarsi poiché il bagaglio sarebbe arrivato solo  alcune ore dopo e approfittando del fatto che in alcune sale si stava svolgendo una "personale" di un autore locale, dove unica costante  era l’arancia, Cristian si intrattiene con l’artista parlando di odori e profumi. L'agrume infatti  non solo era riportato sulle tele, ma era presente anche nell’aria  con il classico e pungente aroma proprio del frutto.

Era il 5 Agosto compleanno di Cristian e in quella occasione indossava una tuberosa preziosissima come la Bolt of Lightening di Jar.
Traendo ispirazione dal verde degli occhi, insieme al ricordo di quell’incontro ,dal profumo di tuberosa e dal candore degli abiti, l’artista, il giorno successivo, fece pervenire sotto la porta della camera da letto di Cristian il suo regalo: si trattava di uno schizzo che lo rappresentava con una specie di tuberosa sul viso ed un corpo di donna.

 Strategie di gioco?
Cristian riferisce di non avere una strategia per arrivare ad alcune cose prima degli altri o per stare un passo davanti agli altri. La sua filosofia risiede nel fatto di “non rimanere mai fermo”. Se tutto questo fosse identificabile come un gioco, la sua regola sarebbe quella di non arrivare mai ultimo. Se poi  dovesse raggiungere per primo il traguardo, non potrà che fargli piacere, ma è certo il fatto che lui sarà sempre avanti!!!!!!

Un gioco da ragazzi
La vera rivoluzione nella evoluzione, è quella di non stravolgere a tutti i costi i canoni classici di bellezza: quando un profumo  o un capo di moda posseggono una perfezione intrinseca, potranno essere indossati per sempre. Molte nuove uscite in profumeria si ispirano a fragranze del passato, così come nella moda Prada ripropone pezzi di archivio che Cristian puntualmente indossa poiché il segreto sta nell’abilità di saper giocare tra presente e passato. 
Photo Credit Cristian Cavagna
La condivisione: un duplice dono
Al primo posto, sempre e solo “condivisione” che è uno scambio di idee, ma anche di felicità e di pure emozioni. Un minuscolo campione di pochi ml ha un potere immenso: in pochissimi giorni può compiere il periplo dello Stivale! E’ un dono che permette ai destinatari di far rivivere antichi ricordi ed emozioni sopite da parte di chi si preoccupa di spedire una emozione olfattiva, in un mondo tutto teso all’individualismo. E’ comunicazione olfattiva, un nuovo linguaggio senza parole, fatto di sole emozioni.

Progetti futuri
Adjiumi è esso stesso un progetto in continuo divenire. A breve, avremo presto un incontro con Maria Candida Gentile, la Signora degli Incensi, presso il suo Atelier a Firenze. Poi ci sarà Esxence  che conterà sulla presenza di Arturetto Landi, amico di Cristian cui ha dedicato un profumo personale, naturalmente sempre alla tuberosa che porta il suo nome. Landi facendosi portavoce dello spirito di Adjiumi 2019, creerà una nuovo profumo, sulla base di un brief consegnato da Cristian, ispirato alla gardenia e alle spezie! In questo modo il gruppo festeggerà il traguardo dei tremila utenti!
Durante l’anno in previsione molti incontri, tra cui quello  con la giovane promessa italiana Cristiano Canali.
Riguardo ai progetti di Cristian, lui non è “scaramantico”, ma qualcuno gli ha detto che parlare troppo non fa bene. 
Cristian con la "tuberosa personale" dedicata da Arturetto Landi


martedì 22 gennaio 2019

“Scandal” pour Femme di Roja Dove (2007): un delicato e superbo gioco di equilibri




Un capolavoro artistico di rara bellezza olfattiva: un romantico e raffinato melange floreale declinato in eau de parfum di una eleganza e compostezza senza tempo, ove le singole note sono orchestrate magicamente in un tutt’uno irreale sino a toccare le vette più alte della profumeria artistica e soprattutto contravvenendo al solito clichè che accompagna da sempre la cattiva reputazione della tuberosa, senza mai acquisire un profilo marcatamente pesante e narcotico lasciando scie ben poco eleganti! L’apertura qui è connotata dai fiori d’arancio  e tuberosa, con tocchi soffusi di fresia, mughetto, gardenia e gelsomino di Grasse;  il bouquet è quasi trasparente e cristallino, nonostante queste note siano aduse a conferire cremosità  alla composizione.  La presenza nel cuore della fragranza della rosa centifolia fresca e rugiadosa, così comune nei giardini vittoriani, suscita emozione e meraviglia soprattutto se si considera il fatto che  venga abbinata alla tuberosa. Scandal non si perde nemmeno sul finale attraverso la cremosità del sandalo cui fa da contrasto il rizoma d’iris insieme al muschio di quercia, con un drydown leggermente poudré. La parte indolica dei fiori bianchi c'è, anche se a percepirla è solo il nostro cervello!




 Tanta perfezione mi riporta  alla mente un tempo molto lontano come  quello descritto dalla penna di  Edith Wharton[1]  con dovizia di particolari e poi  riadattato fedelmente sugli schermi da Martin Scorsese con L’Età dell’Innocenza, ove l’elite newyorchese della seconda metà del Diciannovesimo secolo,  rigida e piena di regole, tanto da essere implacabile, è destinata ad essere soppiantata dall’ aggressiva e impetuosa civiltà capitalistico borghese. Tutte le certezze di Newland Archer, giovane e ricco avvocato di successo, già promesso  alla fatua May Welland, vengono meno con l’incontro della Contessa Ellen Olenska, di cui rimane affascinato proprio per il suo essere diversa rappresentando tutto ciò che Newland desidera, ma non trovando il coraggio di rompere la promessa, poiché troppo legato alle convenzioni dell’epoca.  L’amore dei due protagonisti si consuma attraverso un solo bacio,  rapidi sguardi e un  giovane Daniel Day Lewis che a teatro alle spalle della Contessa socchiude gli occhi sospirando quasi a voler carpirne l’essenza attraverso il suo profumo, quello di una donna, bellissima, intelligente ricca di fascino e comunque ai suoi occhi divorziata. E’ forse più emozionante vivere  quello che rimarrà per sempre un sogno irrealizzato nella seppur comoda  decisione di non scavalcare il confine tra l’immaginazione e la realtà?



[1] Premio Pulitzer nel 1921

martedì 8 gennaio 2019

"Nu ± Leather (Uèrmì)": Un Profumo per Due

Photo Credit By Claudia Umeton

Occorre profonda esperienza per riconoscere al tatto un tessuto, competenza e professionalità per poterne identificare l’odore nelle componenti materiche. È indispensabile anche una profonda sensibilità per passare attraverso il grande potere della mente e dell’immaginazione   e praticare una sorta di trasmutazione dal tessuto al suo odore. Si tratta di un’operazione che richiede grandissima abilità attraverso l’utilizzo di quei sensi come l’olfatto, la vista, ma soprattutto il tatto, per mezzo dei quali è possibile creare dei varchi nella nostra mente ed evocare i ricordi: il morbido velluto che ha accompagnato tutta la fine degli anni ‘70, l’impalpabilità di una camicia in seta, il tweed secco ed elegante di una vecchia giacca, una gonna in suede, il calore di un golf in cachemire.
Palmiro Péaquin, tramite il suo brand completamente made in Italy UERMÌ, è riuscito in tutto questo. Sotto l’egida dell’artigianalità, ha saputo creare un intero guardaroba olfattivo avvalendosi dell’opera e della ricerca dei Master Perfumer francesi più audaci come Jean Jacques, Philippe Bousseton, Antoine Lie, Alexandra Carlin, Cécile Zarokian e Maurice Roucel, che hanno avuto l’abilità di trasformare una sensazione tattile in un profumo.
UERMÌ=Wear Me= Indossami.  L’abito attraverso il suo tessuto sottolinea la firma stilistica di una persona, mentre la fragranza non è che emanazione della sua personalità: entrambi si “indossano”!
La più recente collaborazione con Luca Maffei ha portato alla creazione di   Nu ± Leather.
Per una volta io e Renata  (www.renatagorreri.wordpress.com)  abbiamo voluto operare un confronto, come in un divertissement olfattivo, prendendo come metro di paragone proprio questa fragranza: ovvero quanto possano cambiare e differire sensazioni e percezioni, su pelli e personalità diverse. 
 
Photo Credit By Renata Gorreri
Sulla pelle di Renata: Apertura di arancia amara e noce moscata, poi incenso provocante, pepe stuzzicante, suede sensuale, morbido e languido, per sfumare infine con vetiver, sandalo boisé, un’ambra calda e legno di cedro. Sono questi gli ingredienti scelti da Luca Maffei per rappresentare la pelle, il primo tessuto utilizzato dagli esseri umani per coprirsi e proteggersi. Una seconda pelle indispensabile alla sopravvivenza, agli albori della civiltà, ma che nel corso dei secoli è diventata un accessorio via via più sofisticato e rappresentativo di una personalità grintosa. Mi tornano alla mente i guanti profumati della nobiltà europea del '700, i chaps dei cow-boys del Far West dell’800, oppure il chiodo, accessorio-simbolo del motociclista che ha sconfinato fino a diventare accessorio cool anche per un abito da sera. In ogni caso questa fragranza dona calore, rappresenta l’intimità e l’affinità con il corpo umano ed è proprio questa la sensazione che ho provato fin dal primo indosso: sentirmi a casa.
  
Photo Credit By Renata Gorreri

Sulla pelle di Claudia: la fragranza è evocativa della storia degli albori dell’umanità, quando l’uomo primitivo attraverso la caccia si procacciava le pelli animali per garantirsi adeguato riparo e protezione da tutti gli agenti esterni.  Cortecce varie, foglie e bacche che insieme all’acqua attraverso i principi attivi chiamati tannini costituirono più tardi il mezzo per conciare e rendere la pelle morbida e resistente. Il profumo si apre con una nota sporca, quasi gommosa attribuibile forse al cashmeran mentre l’accordo suede creato da Maffei domina tutta la composizione olfattiva: note piccanti, agrumate e aromatiche sdrammatizzano l’austerità dell’incenso e del papiro, su note di fondo verdi e legnose come vetiver, legno di sandalo e cedro che ricordano le prime tecniche di concia, insieme ad ambra e musk. Maffei è riuscito perfettamente nel suo intento, ovvero quello di riprodurre l’odore della pelle come primo vestito della storia, ma la mia sensazione è un po’ diversa rispetto a quella di Renata: la fragranza è morbida come il camoscio, ma sulla mia pelle prendono il sopravvento le note più amare e fumose come l’incenso ed il papiro mentre il sandalo è presente con le sue sfumature boisé. 

Note di testa: arancio amaro, bergamotto, noce moscata
Note di cuore: pepe sichuan, suede, papiro, incenso
Note di fondo legno di sandalo, legno di cedro, vetiver, cashmeran

domenica 18 novembre 2018

"Hysteric" di Laurent Mazzone: "i sogni ad occhi aperti sono notturni balli in maschera"


 "La notte diventa uno scudo quando il cuore mistico desidera armarsi di peccati                                            Nera fiorisce la rosa in una valle oscura                                                                  L'oro assolutamente isterico”

Photo Credit by me, composit by Marina Fedeli

Il Parfumeur Laurent Mazzone  nato nel cuore delle Alpi francesi, attraverso la sua ultima e inebriante creazione olfattiva Hysteric , mette a frutto tutta la sua maestrìa, risultato di un lavoro costante che riflette la sua vita ed il desiderio di trasferire tutta la propria esperienza, cuore e spirito all’interno della creazione stessa: una fragranza atemporale e  brillante, quasi come fosse scolpita nell’oro, al di fuori di tutto ciò che è ordinario, seducentemente nuova, di una profondità stupefacente e voluttuosa. 

Qui scomodiamo persino la psicoanalisi con “Doppio Sogno” di Arthur Schnitzer (1926) cui si è ispirato  Stanley Kubrick  nella sua opera ultima Eyes Wide Shut (1999):  un racconto chiaroveggente, immerso in un incanto surreale.
Un ballo in maschera, apparizioni, parole incomprensibili eppure allusive  gettano un’ombra di libertà, pericolo e avventura nella vita di un medico e sua moglie, giovani e belli,  rinchiusi e protetti in una ovattata felicità domestica: affrontano un viaggio liberatorio negli abissi della Coscienza[1]
Non è  altro che la parabola del travaglio psicologico di un uomo e di  una coppia che cercano di ritrovare la perduta serenità, spalancando gli occhi sull’ambivalenza che fa parte di ogni essere umano e quindi di ogni matrimonio. Attraverso un sapiente gioco di specchi  e forti simbologie, nel fascino del metodo Kubrick, perfette emanazioni del suo stile, mostra come le realtà immaginate e sognate non siano mai molto distanti dalla realtà tangibile e come “nessun sogno è mai soltanto un sogno”.

Hysteric  in extrait de parfum è di una bellezza che mi ha sconvolta, riportandomi alla memoria  tutte quelle sfaccettature della profondità dell’animo umano e del viaggio reale e al tempo stesso onirico di Bill, interprete principale di Eyes Wide Shut, che quasi sul finire di una nottata piena di misteriose coincidenze ed enigmi si trova di fronte una realtà occulta e inquietante in cui uomini e donne si accoppiano all’interno di indecifrabili rituali, Bill verrà poi convocato dall’officiante del convito orgiastico, che dopo averlo messo alla prova, capisce di trovarsi di fronte ad un impostore e mentre si appresta a punirlo viene riconosciuto e avvertito. La buia notte di New York lo avvolge piena di oscuri presagi e avvenimenti. Nel momento in cui Bill farà ritorno a casa, capirà che è arrivata l’ ora di rivelare alla moglie  tutta la sua ambivalenza, liberandosi dalle tante ansie più profonde. 


Immagine tratta dal film di Stanley Kubrick "Eyes Wide Shut"

Immagine tratta dal film di Stanley Kubrick "Eyes Wide Shut"
Hysteric, è un ius orientale gourmand aromatico e unisex, sensuale e molto sofisticato, come in un telaio intessuto in oro fanno da sfondo sottili note agrumate di mandarino e bergamotto, in un intreccio di whisky, semi di caffè e di cacao nella loro indistinta purezza e in un accordo di tiramisù. La fragranza non è per nulla scontata: rotonda, avvolgente e sconvolgente al tempo stesso per l’immensa evoluzione che ne sottolinea la purezza! Si farà strada un raggio abbagliante di luce nel buio profondo:  l’essenza di una rosa fresca e virginale insieme al gelsomino. Grande persistenza proiezione e sillage, ma soprattutto grande evoluzione.


L’estratto con un pack magnifico in nero e oro è unicamente presente in 100ml.
Note di Testa: Mandarino,  Cardamomo, Bergamotto
Note  di Cuore: Gelsomino, Rosa fresca, Accordo di Tiramisù, Whisky.
Note di Fondo: Patchouli, Semi di Caffè, Semi di Cacao




[1] Nota su “Doppio Sogno” appendice ad Arthur Schnitzer  di Giuseppe Forese

lunedì 29 ottobre 2018

"Fàra di Antonio Alessandria":un profumo, un ricordo, una estate.........



Il mio  vuole essere un omaggio alla Trinacria,  terra dai mille contrasti e sfumature, dalle armonie più  sublimi attraverso i suoi paesaggi  dipinti dalla natura, dalla storia e dai suoi profumi E’ uno specchio fedele della vita, un contenitore di emozioni  da cui hanno tratto ispirazione  grandi narratori siciliani quali Verga, Pirandello, Sciascia e Tomasi di Lampedusa.


Fàra sulla piuma a Milano in occasione di Esxence 2018 durante i lavori preparatori del profumo
La Sicilia è  anche la terra che ha dato i Natali ad Antonio Alessandria che esprime la sua arte attraverso opere olfattive  che si raccontano da sole: l’ultima sua creazione  che prende il nome di "Fàra"  è evocativa delle lunghe e calde estati siciliane, quando le persone stremate dal caldo e madide di sudore si recano assetate presso quei chioschi tipici, unica fonte di ristoro da temperature che non lasciano scampo, ove la fretta di abbeverarsi fa sì che parte del succo di limone salato si mescoli al sudore dei corpi denudati per tanto calore.


Correva l’estate dell’85 e  ancora non sapevo quanto fossi fortunata  a trascorrere i giorni della gioventù spensierata in una città, considerata da tutti un tempo la Perla dello Ionio, con le sue spiagge sconfinate di Mortelle dopo i laghi di Ganzirri di cui ricordo i sapori, gli odori, i posti segreti, ed i suoi inconfondibili paesaggi.  Non c’è nulla di più evocativo di un profumo,e quando nell’aprile di quest’anno ebbi modo di sentire Fàra a Esxence su una soffice piuma che nel caldo della fiera fluttuava rimandandomi il profumo del limone  frizzante insieme ad una insolita nota di cumino, con la mente ho viaggiato negli anni felici delle estati folli passate tra Messina e Taormina,  a quelle giornate afose che non davano requie nemmeno durante la notte. Noi  giovani ragazzi avevamo l’argento vivo addosso, nonostante il caldo, e i bagni che si consumavano tra Scilla e Cariddi  attraverso le forti correnti del mar Ionio e Tirreno, luoghi ricchi di suggestione e fascino  proveniente da antiche leggende. Spossati ci recavamo a Piazza Cairoli  vero salotto della città di Messina, luogo ideale di tanti incontri, presso l’unico chiosco antico, risalente all’800 dove letteralmente arsi dal sole e coperti di sudore godevamo come pazzi nell’abbeverarci  con quelle bibite del chiosco a base di limone, menta, sale e seltz, le cui gocce ricadevano  sui nostri corpi sudati a dar vita ad un profumo particolare con note animali profondamente seduttive. 
Chiosco ottocentesco nella centrale Piazza Cairoli di Messina




Questo è Fàra del  talentuoso Parfumeur Antonio Alessandria che adesso ho sentito nella versione definitiva: è una fragranza agrumata unisex, ma decisamente particolare, ove il cumino durante l’evoluzione olfattiva sembra appropriarsi di altre note come la magnolia, l’incenso ,l’ambra ed il muschio animale che fanno da sfondo mentre l’agrume prepotente insieme al lime alla menta  speziata e sale si dipanano per tutta la durata del profumo: un agrumato molto sexy  atto a combattere il grigiore dei primi giorni di novembre.

lunedì 17 settembre 2018

"Love Tuberose" di Amouage (Secret Garden Collection)


Immagine tratta da Fragrantica.it


L’ultima fragranza scaturita dall’estro creativo del direttore artistico di Amouage ,Christopher Chong, costituisce a tutti gli effetti il capolavoro, e non poteva essere altrimenti, della Secret Garden Collection,  ove protagonista assoluta come una prima ballerina  che incarna la seduzione femminile, è la tuberosa, contornata da una compiacente gardenia insieme all’inebriante gelsomino, e un accordo chantilly e vaniglia che conferiscono ai fiori bianchi  intensità e cremosità , senza mai cadere nella stucchevolezza grazie al finish elargito dal legno di cedro e al sandalo. 

Fragrantica.it


"Giselle",  apoteosi del balletto romantico rappresenta alla perfezione quell’amore idilliaco racchiuso in Love Tuberose, un amore che secondo la mitologia dei popoli slavi , faceva sì che le fanciulle tradite e abbandonate prima del matrimonio (le Villi), divenissero spiriti vendicativi, crudeli  e spettrali che vagavano  nella notte  alla ricerca  di chi le aveva tradite, costringendoli  a danzare sino alla morte.



Giselle riesce a fondere universi contrastanti e apparentemente inconciliabili: in scena, la giovane e ingenua ragazza innamorata, si trasforma in uno spirito luminoso dalle sembianze angeliche,   cogliendo nel modo migliore quel clima di amore, dolore, sogno, morte ed espiazione che era di continuo esaltato dalle storie per lo più tragiche del melodramma romantico. La protagonista è il solo personaggio che tiene fede ai buoni sentimenti, in un mondo fatto di inganni e gelosie. Giselle non è vendicativa, come le sue compagne di sventura, le Villi: è l’unica capace di perdonare”. Questa umile contadina che, per amore, perde la ragione e  dopo la sua morte ritorna come un’ombra dall'Altrove a proteggere colui che ama, possiede un grande potere di seduzione  e danzando con lui per tutta la notte  riesce a salvarlo da una morte certa.

                           Alessandra Ferri and Mikhail Baryshnikov - Giselle second act II pas de deux (1977)

 Love Tuberose è una fragranza che dal punto di vista simbolico, rispecchia appieno  il puro sentimento di  Giselle nei confronti di Albert suo solo e unico amore. Anche dal punto di vista visivo lo splendido tutù  di un bianco virginale che Giselle indosserà per tutto il secondo atto rivela il candore della sua anima.